«Invece di trovare nuovi soci il Comune pensi alla pulizia»

Allargare la Bellunum a Feltre? Il neo assessore Alberto Simiele che propone ai cittadini di adottare una strada o un quartiere? La maggioranza che «rimane zitta davanti all’evidenza dell’immobilismo di questa giunta numerosa ed inoperosa»? Il Patto Belluno Dolomiti non ci sta e lo dice chiaramente il consigliere comunale Francesco Pingitore che non ha votato a favore dell’ultimo bilancio previsionale. Perché? Tra le altre cose per una visione che lo vede in contrasto con l’amministrazione, ovvero l’allargamento della Bellunum verso Feltre. «Invece di perdere tempo ad espanderci, curiamo di più le nostre frazioni, dedichiamoci anche alla cura del verde pubblico, facciamo muovere di più le spazzatrici anche nei piccoli centri», sostiene Pingitore che ricorda l’idea lanciata al sindaco Massaro sulla creazione di una multiservizi che curi manutenzioni e verde pubblico, ma rimasta inascoltata. Poi commenta le dichiarazioni rilasciate dall’assessore Simiele che ha rilevato Stefania Ganz all’Ambiente. «Pensa di portare a Belluno un modus operandi che arriva da altre parti del mondo, quello cioè che i cittadini adottino una via o un quartiere per mantenerlo in ordine. Ma stiamo scherzando? I cittadini sbotta il consigliere di opposizione pagano le tasse e si devono affidare al volontariato anche per queste mansioni? Io capisco l’importanza del volontariato nel campo del sociale o della scuola, ma qui mi pare si vada esagerando». Per il capogruppo del Patto Belluno Dolomiti «è vergognoso, pretendere senza dare nulla. Penso sia normale che non si aumentino le tasse, quando si può contare su cittadini virtuosi che le pagano tutte senza ricevere in cambio il minimo: mi riferisco alla pulizia delle strade, piene di sporcizia di vario genere che con la scusa dello spargimento del ghiaino vengono lasciate così. La Bellunum non passa a pulire. Senza parlare prosegue Pingitore che troviamo strade al buio con punti luci bruciati da anni, vedi via Vittorio Veneto, o con bitumature da ultimare con segnaletiche lasciaste a metà o deteriorate dopo poco che sono state fatte. Come si può aumentare le tasse, con un comune che si fa manutentare i monumenti pubblici dagli Alpini? E tutto questo potendo contare su ben nove assessori e il sindaco, che costano circa 120 mila euro netti all’anno», chiude il capogruppo del Patto.gazz. bl. 17.01.20

«La giunta cambia, ma gli assessori restano sempre tanti»

L’avvicendamento dell’assessore Stefania Ganz con Alberto Simiele, continua a far parlare e le reazioni per il nuovo terremoti in giunta continuano.
PATTO PER BELLUNO
Il consigliere Francesco Pingitore, del Patto Belluno Dolomiti, da parte sua afferma che «al di là del fatto che era nell’aria questa situazione, mi dispiace se ha avuto motivi privati per aver lasciato. Ritengo che, dopo due anni e mezzo, era uno dei pochi assessori tecnici nella squadra del sindaco e, sicuramente, sarebbe stato un valore aggiunto. Sarei stato contento se fosse rimasta, è un’esperta ingegnere ambientale». Ma Pingitore aggiunge anche che, secondo lui, l’amministrazione in tema ambientale non sta apportando «nulla di nuovo, rispetto a ciò che aveva introdotto l’amministrazione di centro destra: i cassonetti a scomparsa dl piazzale ne sono un esempio. Tralasciamo l’ordinanza antismog, che era un adeguamento di una normativa a livello nazionale».
LA POLEMICA
Ciò che brucia, al consigliere Pingitore è, più che altro, quella che lui definisce «la bugia politica» sul numero degli assessori. «Quando il sindaco si è insediato, infatti, la volontà era di avere pochi assessori e con una media di età bassa. E d’altra parte, era proprio la legge Delrio che pretendeva pochi assessori. Registro come oggi a Belluno ci siano nove assessori e tre consiglieri con delega». Per quanto riguarda l’ultimo arrivato, il dottor Simiele, il consigliere del Patto Belluno Dolomiti gli augura buon lavoro. «Lo conosco da anni, è un esperto in materia urbanistica, ha un buon curriculum. Ma nove assessori sono troppi».
LA LEGA
Per la Lega è Luciano Da Pian a parlare. «Come abbiamo fatto anche sull’altra vicenda (con le dimissioni di Maurizio Busatta e Valentina Tomasi a maggio Ndr) – dice Da Pian -, noi non entriamo nelle dinamiche dell’amministrazione per scelta. Certo è che quello che aveva detto il sindaco Jacopo Massaro, in effetti, si sta verificando. Che i componenti della sua squadra erano a tempo, prendiamo atto che assistiamo ad un avvicendamento di vari assessori, nella giunta. Simiele è figura di rispetto, tra l’altro ben voluto dalla gente, gli auguriamo buon lavoro». La Lega rimane critica nell’operato della Ganz: «Per quanto fatto dall’assessore Stefania Ganz, noi registriamo il grande ritardo con il quale sono stati messi in auge i cassonetti a scomparsa, che poi non sono tanto a scomparsa. Sono cambiati nell’aspetto estetico, ma sono comunque ingombranti». «Restiamo ad osservare ciò che l’amministrazione metterà in atto nell’anno che sta iniziando, noi siamo una forza di opposizione, ma siamo sempre collaborativi, laddove condividiamo», conclude il capogruppo della Lega, Luciano Da Pian sulla questione.
gazzettino 4.01.2020

Palazzo Rosso: la giunta cambia ancora

Pioggia di deleghe tra i banchi
Non arriva soltanto il rimpasto di giunta, con il nuovo anno.

Strette di mano e colpi di fioretto dalla minoranza: «Cosa succederà quando a lasciare sarà Olivotto?»

Non sono tardati ad arrivare i commenti delle opposizioni, che da un lato augurano buon lavoro al nuovo assessore, ringraziando quella uscente per il lavoro svolto. Paolo Gamba (Belluno è di tutti) : «Quest’uscita dell’assessore Stefania Ganz era nell’aria, mi auguro non siano gravi motivi», esordisce Paolo Gamba che poi fa una riflessione. «Siamo al terzo assessore che se ne va in pochi mesi. Questa giunta si sta sciogliendo, così come il programma di Massaro e la sua idea di città afferma il capogruppo di Belluno è di tutti – probabilmente, uno dopo l’altro, anche gli assessori si rendono conto della pochezza che c’è dietro a questo sistema di governare una città». Poi una battuta: «Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine hanno ha anche detto di fare largo ai giovani e subito il sindaco ha dato spazio ai giovani. Al di là degli scherzi auguro buon lavoro ad Alberto Simiele». Franco Roccon (Civiltà bellunese) spera che possa fare sua la «delega sul Nevegàl. Ce ne sarebbe bisogno. Amante degli aspetti legati all’agricoltura, potrebbe dare nuovo slancio al Colle». Poi un pensiero a Ganz: «pur essendo abbastanza estremista su certe partite che riguardano l’ambiente, credo abbia fatto un buon lavoro. Ha pagato forse il prezzo di non essere allineata a Massaro». Roccon prosegue: «il sindaco deve fare i conti con l’ennesimo assessore che perde per strada, la sensazione è che stia cercando di mettere le toppe accontentando i consiglieri. È vero che al suo insediamento lo aveva anticipato. Non vedo l’ora che tocchi a Lucia Olivotto, così vanno tutti a casa», chiude Roccon, con sarcasmo. Fabio Bristot (Gruppo misto) porta il concetto di «immobilità insostenibile». Parlando di Simiele: «Doveva farlo assessore all’immobilità sostenuta dai tanti cittadini inferociti perché la politica sciocca del minimalismo (nessun’opera sulla viabilità e mobilità) ha ridotto quartieri come Mussoi e Cavarzano ad un selvaggio attraversamento, con aumenti dell’inquinamento». Per Bristot la città è rimasta, sotto questi aspetti, agli anni 80. Raffaele Addamiano (Obiettivo Belluno) comincia il suo intervento ringraziando Ganz: «Siamo al terzo avvicendamento. Squadra che vince non si cambia, dice un detto. Bene, non penso che sia una squadra vincente». Gazzettino 3.1.20

Divieti- Ci vorrebbe più rigore

Abbiamo iniziato il nuovo anno con gli stessi feriti, forse di più degli anni passati; malgrado i divieti e le ordinanze dei sindaci su invito del governo, tranne i fuochi d’artificio autorizzati. Perché in Italia si vieti un qualcosa, però lo stato ne permette la vendita? Non riusciamo ad essere rigorosi in qualsiasi settore, vedi le diverse leggi che in Italia nascono e si fa fatica a farle rispettare: pochi anni fa, credo con il governo Renzi si è iniziati con la norma di vietare la conversazione con i cellulari in auto, poi il divieto di abbandonare cicche e chewingum per terra, giusto per il decoro urbano. Il risultato é che non è cambiato niente, tanti incidenti stradali per distrazione da telefonino e città sporche per il solito abbandono delle suddetti cicche e gomme da masticare. Ci vorrebbe un po’ di rigore come lo è a Singapore, la città dei divieti.
Francesco Pingitore

Pingitore sale sul Nevegal: «I residenti hanno ragione»

IL COLLE DIMENTICATO

BELLUNO Nevegàl: una frazione dimenticata dall’amministrazione. Un marciapiede dissestato, nessun cestino per le cartacce, panchine scrostate. Il consigliere del Patto per Belluno, Francesco Pingitore non credeva ai suoi occhi. Invitato da alcuni residenti ad andare a vedere coi suoi occhi lo stato della frazione del Colle, è una valanga in piena.
«Il Nevegàl, da un po’ di anni a questa parte, è lasciato a se stesso e questo nonostante Palazzo Rosso riceva da quella frazione, ogni anno, un milione di euro, calcolando i residenti e chi possiede una seconda casa incalza il consigliere di opposizione -. Ma cosa riceve in cambio, da Comune, questa gente?». Una domanda dal sapore amaro, «alla quale non si dovrebbe rispondere con il solito faremo, faremo, ma con fatti concreti, con opere, anche piccole ma significative. Invece, da sette anni questo Nevegàl, al di là dell’aspetto sciistico che è complesso e di non facile risoluzione, non ha di ritorno i servizi che merita. Basta infatti passeggiare e si vede un marciapiede davvero ammalorato, con buche a vista, a tratti pericoloso. Mancano cestini per le cartacce, le panchine denotano un’incuria di molti anni: sono prive di vernice e sono scrostate». Per il consigliere del Patto Belluno Dolomiti serve «un’assunzione di responsabilità e un po’ di inventiva. Se la frazione ha vocazione turistica, non bisogna puntare tutto sullo sci. Ma dotarla di fiorirere, cestini, renderla più carina e darle un aspetto più accogliente. Qui, a malincuore, si nota che mancano le manutenzioni ordinarie. Serve un cambio di passo», conclude Francesco Pingitore. gaz.27.12.19

Non ci serve l’uomo forte

Volevo intervenire sul dibattito che in questi giorni si fa sui media e talk show, dove si dice che in Italia per rialzarsi e far crescere questo bel paese, serve un uomo forte, perché no una donna forte? Penso che sia diventato un modo di dire desueto. Quante volta si è sentito dire in passato la donna di ferro, riferito a qualche premier straniera. Solo che in quei paesi essere chiamati così aveva terreno facile, visto che i cittadini governati da lei, non sono gli stessi nel nostro paese. Da noi, territori di ampia attrattività paesaggistica, di risorse culturali, turistiche eccellenti ecc. ecc., non serve l’uomo o la donna forte per cambiare e elevare il Pil; ma cambiare radicalmente le cose negative che ci trasciniamo da decenni e decenni sul groppone. Serve sostituire il Dna di una parte di tanti connazionali, basta vedere l’ultima eccellente operazione di criminalità al Sud, con l’arresto di tanti insospettabili delle istituzioni. Non si può dall’oggi al domani debellare criminalità e corruzione. Criminali che estorcoano tanti imprenditori onesti che danno lavoro alla gente, scortati da anni dalle forze dell’ordine. Siamo ancora a crescita zero e sempre davanti alla Grecia. Quindi essendo uno dei più belli paesi al mondo , ne siamo tra più corrotti; possiamo ancora aver speranza nel cambiamento e dell’uomo forte?
Francesco Pingitore

Celeste Balcon–Studiare la Costituzione

rimedito a quando da ragazzino che a scuola ci facevano studiare la Costituzione e una materia che mi piaceva molto: l’educazione civica.

Ricordo i punti fondanti dove stavano scritti diritti e doveri dei cittadini e la suddivisione dei tre poteri del nostro Stato: potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario, poi col passare del tempo mi sono accorto di un quarto ovvero del giornalismo.

Ora, con i capelli bianchi, mi domando se la Carta Costituzionale sia ancora valida stante il caos che regna nel nostro Paese culla del diritto.

Noto che regna una gran confusione con e tra i poteri che vengono gestiti in modo quasi a proprio uso e consumo.

Ci troviamo innanzi al “potere esecutivo” il Governo che contraddice oggi quanto approvato ieri ed è sempre più lontano dal popolo, per di più guidato da un Presidente del Consiglio dei Ministri non eletto da nessuno.

Il potere legislativo, il Parlamento composto da Deputati e Senatori non scelti con voto di preferenza ma imposti dalle segreterie dei partiti, che si preoccupano di fare le leggi che più portano consenso elettorale in barba alle aspettative del “Popolo sovrano”.

Il potere giudiziario che, di fatto, soventemente legifera mentre dovrebbe applicare le leggi emanate dal Parlamento. Spesso e volentieri una sentenza ha gli effetti di legge senza poi contare le interpretazioni dove un giudice condanna e un altro assolve. La voce ricorrente giustamente è “piena fiducia nella Magistratura e le sentenze vanno rispettate”, ma c’è molta diffidenza nell’opinione pubblica.

Ricordo di un signore che convocato a Palazzo di Giustizia per rendere una dichiarazione di irrilevante valore quale teste, non voleva andarci perchè riteneva “per quelle porte si sa come e quando si entra ma non quando e come si esce”.

Poi i media che esercitano un forte potere tanto è che a volte la penna è più letale di un’arma vera e propria, con la forza di distruggere o pontificare una persona.

Credo sia ora che la Costituzione torni a essere materia di studio e profondo apprendimento e che ogni potere agisca in conformità dei fondamenti in essa contenuti.

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

INTERVENTO DI PINGITORE

Un dosso con strisce zebrate che dopo due settimane si sono già scolorite. Una piazza dei Martiri splendente i tre giorni con l’opera d’arte Museum of the moon, ma poi lampadine bruciate e buio. La picchiata al 51. posto per la qualità della vita di Belluno.
IN AULA
Il consigliere del Patto Belluno Dolomiti, Francesco Pingitore, è un fiume in piena. Leitmotiv è la programmazione delle opere. Attento osservatore e terminale di segnalazioni varie di piccoli interventi da eseguire nelle frazioni, il consigliere ha anche presentato un’interpellanza affinchè l’amministrazione si adoperi per migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti. A destare lo sdegno e l’incuria per lavori recentemente eseguiti è il passaggio pedonale sul curvone di Cusighe, «che dopo solo quindici giorni dalla sua realizzazione presenta già segni di cedimento incalza Pingitore -. Macchè cedimento, lo potremmo chiamare il dosso Spelacchio, per ricordare l’albero di Natale di Roma di un anno fa. Benchè sia stata data la vernice al dosso, questa è già rovinata. Ma com’è possibile in così poco tempo? L’amministrazione deve esigere che gli interventi vengano effettuati meglio». Ma Pingitore si chiede anche «come mai si sia arrivati alle feste natalizie per ultimare alcune manutenzioni? Con il cattivo tempo e con il traffico che, tradizionalmente, si registra in questo periodo. Mi riferisco alle zone Cusighe, Sargnano e Fiammoi. Da ultimo la piazza dei Martiri, «che con l’opera Museum of the moon ha saputo attrarre molti visitatori, peccato afferma il consigliere del Patto che solo pochi giorni dopo c’erano meno luci e lampadine bruciate. Se le cose stanno così noi preferiamo la luna ogni giorno. Belluno deve essere attrattiva ogni giorno. Ringrazio i commercianti per quanto fatto per questo Natale prosegue Francesco Pingitore ma è con la cura delle piccole cose che si creano quelle più grandi. Lasciamo perdere la debacle politica della classifica sulla qualità della vita».
LA REPLICA
Nell’interpellanza a cui l’assessore Biagio Giannone risponderà probabilmente il 27, giorno del Consiglio comunale, il consigliere Pingitore chiede «di attivarsi con gli uffici competenti per realizzare un attraversamento pedonale in via Mameli, verificare se su quella via ci sia la possibilità di crearne altri due». E ancora: collocare il segnale verticale di attraversamento pedonale, apporre segnaletica indirizzata alle biciclette, in varie zone cittadine, come in via Roma, proseguire inoltre con la sostituzione dei punti luce con quella led su via Mameli, da ultimo si chiede il posizionamento di almeno due specchi bidirezionali in via Montegrappa e un centinaio di metri prima del sito dove si trova l’autovelox». gaz.22.12.19

INTERPELLANZA DI FRANCESCO PINGITORE

INTERPELLANZA PRESENTATA AI SENSI DEGLI ARTT. 59 E 60 DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE A RISPOSTA :
SCRITTA E ORALE

OGGETTO : AUMENTARE PIU’ LA SICUREZZA PER PEDONI E CICLISTI , CON L’ UBICAZIONE DI ALCUNI CARTELLI STRADALI VERTICALI ED ORIZZONTALI, DI PUNTI LUCI A LED E DI SPECCHI BIDIREZIONALI IN VARIE STRADE CITTADINE. (VEDI FOTO ALLEGATA DEL PALO).

al Sig. Sindaco/Assessore Competente

p.c. al Sig. Presidente del Consiglio Comunale

IL Sottoscritto consigliere comunale Francesco Pingitore presenta la seguente interpellanza :

PREMESSO CHE UNA MIA GIA’ AVVENUTA INTERROGAZIONE SUL TEMA IN OGGETTO,
ALLA QUALE LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE NON RISULTO’ SODDISFACENTE .

CONSTATATO CHE DUE AMMINISTRAZIONI ADDIETRO QUANDO SI SONO REALIZZATE DELLE STRADE NUOVE TIPO VI A ZANON E UNA PARTE DI VIA BAROZZI, SI REALIZZARONO DIVERSI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI MOLTO VICINI TRA LORO, VISTO CHE LA ZONA E’ POPOLOSA .

CONSTATATO CHE IN VIA MAMELI, ZONA LOTTIZZATA E CON MOLTI NUOVI APPARTAMENTI E VILLETTE; QUINDI ANCH’ESSA UNA VIA MOLTO POPOLOSA E FREQUENTATA DA MOLTI PEDONI E CICLISTI, CON L’ALLORA COSTRUZIONE DI NUOVE STRADE E MARCIAPIEDI SEMPRE DELLA STESSA AMMINISTRAZIONE, SOLO CHE ESSENDOCI L’AFFLUSSO DI PEDONI DI ADESSO SI REALIZZARONO DUE O TRE ATTRAVERSAMENTI PEDONALI, DIREI POCHE PER LA STRADA CHE RISPETTO A VIA ZANON E’ MOLTO PIU’ LUNGA E NON TANTO ILLUMINATA .

VERIFICATO CHE GIA’ DOPO LA ROTATORI, USCENDO DA CUSIGHE , POCHI METRI A SINISTRA C’E UN PALO, SENZA CARTELLO, FORSE PREDISPOSTO E DIMENTICATO DAGLI ADDETTI AI LAVORI?

CHE SEMPRE LO STESSO LATO DI VIA MAMELI VERSO PER NOGARE, SUL LATO SINISTRO DI UN ATTRAVERSAMENTO PEDONALE, POCHI METRI DOPO LA FERMATA DEL BUS, MANCA IL PALO CON IL SEGNALE VERTICALE DI ATTRAVERSAMENTO PEDONALE, CHE INVECE LATO FERMATA BUS ESISTE GIA’. UN ALTRA DIMENTICANZA DA PARTE DEGLI UFFICI?

VERIFICATO ALTRESI’ CHE IN CITTA’ CI SONO POCHI SPECCHI BIDIREZIONALI, CHE PERMETTONO L’USCITA IN SICUREZZA DEGLI AUTOMOBILISTI CHE DAI QUARTIERI SI IMMETTONO SULLE STRADE COMUNALI.

IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE COMUNALE, QUANTO SOPRA MENZIONATO, CHIEDE ALL’ASSESSORE COMPETENTE DI ATTIVARSI CON GLI UFFICI COMPETENTI :

• DI CERCARE DI REALIZZARE A PARTIRE DAL PALO SEGNALATO DOPO LA PRIMA ROTATORIA DI VIA MAMELI, UN ATTRAVERSAMENTO PEDONALE;
• DI VERIFICARE SEMPRE SULLA SUDDETTA VIA LA POSSIBILITA’ DI CREARNE ALMENO ALTRE DUE, VERSO L’ALTRA ROTATORIA, LA DOVE NECESSITA L’UTILITA’ PER I PEDONI;
• DI UBICARE IL SEGNALE VERTICALE DI ATTRAVERSAMENTO PEDONALE SOPRA MENZIONATO.
• DI METTERE DEI SEGNALI ANCHE PER LE BICICLETTE, IN VARIE ZONE CITTADINE ,COME IN VIA ROMA.
• DI CONTINUARE CON LA SOSTITUZIONE DELLE PUNTI LUCI CON QUELLI A LED SULLA SUDDETTA VIA MAMELI.
• IN ULTIMO SI CHIEDE DI METTERE ALMENO DUE SPECCHI SOPRA DESCRITTI IN DUE USCITE DAI QUARTIERI DI VIA MONTEGRAPPA UN CENTINAIO DI METRI PRIMA DELL’AUTOVELOX E UN CENTINAIO DI METRI DA UN BAR SUL LATO DESTRO.
• ALLEGO UNA FOTO DEL PALO E SONO DISPOSTO AD UN SOPRALLUOGO CON L’ASSESSORE COMPETENTE PER DESCRIVERE IN LOCO I LAVORI SOPRA MENZIONATI.

Belluno, 09 DIC 2019

IL CAPO GRUPPO PATTO BELLUNO DOLOMITI
Cons. Francesco PINGITORE

Gara del gas con l’errore «Sono questioni tecniche»

Arriva la delibera di ritiro della delega di stazione appaltante al Comune di Belluno in merito alla discussa gara del gas, ma il sindaco, Jacopo Massaro, dichiara: «È un atto tecnico, riguarda gli uffici». Insomma, ora la patata bollente passa in mano ai funzionari di Palazzo Rosso, e in particolare al responsabile unico del procedimento in merito a questo complicato affare. Sarà lui a decidere se sospendere o meno la gara. Se si propendesse per l’ipotesi di proseguire, allora la stazione appaltante agirebbe senza la legittimazione dei sindaci dell’Atem (Ambito territoriale minimo), riunitasi giovedì in sala Muccin. «Il ritiro della delega è un atto tecnico rivolto agli uffici comunali e non alla giunta sottolinea il primo cittadino -, che nulla può rispetto alla gara. Tant’è che non entriamo nel merito delle questioni perché sono tecniche e le norme ci impediscono di occuparcene». «Posso solo dire – prosegue Massaro – che il Rup (responsabile unico del procedimento ndr) ha confermato per iscritto l’assoluta correttezza del procedimento e delle valutazioni, assumendosene le responsabilità. Rispetto all’apertura delle buste, atto da cui è discesa la richiesta di convocazione, invece pur confermando che è una prerogativa degli uffici, non conosco la motivazione per la quale, pur a fronte della immediata trasmissione della mozione da parte del sottoscritto al Rup, circostanza che forse avrebbe reso opportuno fornire i chiarimenti richiesti da tutti i sindaci prima di aprire le buste, abbia fatto procedura ugualmente alla immediata loro apertura».
Sul piatto ci sono 15 milioni di euro, il valore in più che secondo i sindaci avrebbero la rete e il servizio del gas. La base d’asta inserita nel bando dalla stazione appaltante parla di 53 milioni di euro, ma secondo i primi cittadini della provincia mancano all’appello almeno, appunto, 15 milioni. «Si rischia il danno erariale, se dai prossimi approfondimenti venisse confermato questo valore in più», aveva dichiarato a margine dell’assemblea dell’Atem il sindaco di Feltre Paolo Perenzin. Qualunque cosa venga decisa ora dal Comune capoluogo, la deligittimazione dei sindaci farà perdere al procedimento svariati mesi.
Intanto il caso della gara sbagliata calcolata sul prezzario della Regione Veneto, invece che su quello di Trento, come doveva essere: c’è una differenza di 15 milioni di euro, che verrebbero persi. «Resto esterrefatto della leggerezza con cui il Comune di Belluno abbia gestito una delega tanto importante», ha detto sui suoi canali social il consigliere comunale Fabio Bristot.
gaz.21.12.19