PINGITORE ” MERITAVA IL PREMIO SAN MARTTINO “

Continuano le attestazioni di cordoglio nel mondo della cultura e delle istituzioni della provincia di Belluno per la scomparsa, avvenuta dopo breve malattia all’età di 102 anni, dello scultore e reduce di Russia Massimo Facchin. I funerali dell’artista Facchin saranno celebrati domani alle 15.15 nella Basilica cittadina di San Martino.
Gli amici contavano di vederlo spegnere 103 candeline il prossimo 25 aprile, ma purtroppo il vecchio leone non ce l’ha fatta: è scomparso sabato pomeriggio. Nato a Lamon nel 1916, dopo il diploma magistrale, Facchin fece lo scrivano al Distretto militare di Belluno. In seguito fu inquadrato nel 64° reggimento di fanteria di Vittorio Veneto e, dopo il corso ufficiali di Fano, fu destinato ad Ivrea. Poi, con il grado di tenente, visse la tragedia della ritirata dalla sacca del Don. Scampato per miracolo a quell’inferno, camminò per duemila chilometri sperimentando «la generosità delle donne russe, la stupidità della guerra, la dignità umana calpestata sotto le bombe».
Oggi tutto ciò è efficacemente narrato nel suo monumento al parco Città di Bologna. Approdato a Belluno nel 1962 con la moglie Teresa Bottegal, dalla quale ebbe quattro figli, Facchin svolse lunga attività di insegnante d’arte, scultore e polemico confutatore di teorie fisiche e astronomiche che esponeva con convinzione ai visitatori nella sua casa-laboratorio di via Rivabella. Fino a quando la malattia non lo costrinse a rallentare il ritmo di lavoro, egli ha continuato a dare vita alle sue sculture ed a proseguire in originali indagini scientifiche legate alle leggi della fisica. Facchin, tra l’altro, lascia circa 180 opere in collezioni pubbliche e private anche fuori provincia, il monumento ai caduti in Russia alla chiesa di Mussoi, quello dedicato al mulo e al suo conducente nei giardini del piazzale Vittime delle foibe, gli stemmi dei comuni della provincia di Belluno che circondano la fontana di Piazza dei Martiri, il Cristo ligneo a Milano, i suggestivi disegni delle case rustiche del Bellunese. Nel 2011 fu insignito dell’onorificenza di commendatore della Repubblica e nel 2016 del premio per i Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e all’estero, come ricorda con viva commozione il presidente dell’Abm Oscar De Bona. Dal canto suo il consigliere comunale Francesco Pingitore lamenta che non gli sia stato consegnato il premio San Martino: «Se lo strameritava perché fino all’ultimo ha avuto l’intelletto di insegnare e dare molto a questa città. Un vero peccato non averglielo dato!». Il sindaco Jacopo Massaro sostiene che Facchin «è stato sicuramente un personaggio eclettico, fantasioso, desideroso di coinvolgere i giovani. Un reduce di Russia, la cui esperienza non mancava di ricordare ai più giovani, ma anche agli adulti, in occasione di pubbliche cerimonie». E non cessò mai di ammonire tutti sugli orrori della guerra contrapposti ai valori della pace e della solidarietà.
da Gazz. 28 cm

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