IL PONTE BAILEY

maggio 2017 il sindaco Jacopo Massaro dichiarava: «Posizionare un ponte fisso al posto del Bailey è ora possibile: – spiegava Massaro grazie all’estinzione anticipata dei mutui per 9 milioni di euro, ora siamo in grado di accendere un nuovo mutuo che ci consente di sostenere autonomamente la spesa per la sua realizzazione, che si aggira intorno ai 5-6 milioni di euro». Dal 2007, continuava il sindaco: «il Comune ha speso quasi 3,2 milioni di euro per affitto e manodopera». Dopo poco più di un anno, l’amministrazione torna sulla questione: «Il ponte Bailey a Lambioi non è un semplice collegamento comunale interno, ma un’infrastruttura importante per la viabilità dell’intera Valbelluna e della provincia. Da parte nostra, siamo in attesa dello studio idraulico preliminare e della relazione idraulica definitiva, assegnata questa primavera», chiudeva Massaro. Era il 6 luglio 2018. «Straordinario che il Comune abbia speso dal 2006 ad oggi una cifra che si avvicina ai 4 milioni di euro, ripeto 4 milioni incalza Fabio Bristot -, che sono esattamente la metà del costo della nuova realizzazione. Straordinario che ancora nel 2018 prosegue Bristot – vi fosse una cifra di oltre 110mila euro destinata alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di redazione progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di realizzazione del nuovo Ponte sul Piave e viabilità di accesso, somma andata in avanzo, cioè non spesa, in quanto incarico mai perfezionato. Qualche mese addietro prosegue Bristot è stata rifinanziata quella posta di bilancio con lo stesso obiettivo, ma i mesi passano, anzi passano gli anni nel più completo immobilismo». Ma adesso che succede? «Ora c’è una parte della maggioranza che ritiene più utile proporre un fantasioso collegamento con il Castionese (bretella già scartata da almeno tre Amministrazioni) prosegue Fabio Bristot (Gruppo Misto) – al posto di realizzare il ponte definitivo dopo quindici anni di attesa, senza rendersi conto che lo stesso ha una valenza sovracomunale e provinciale, visto che lo stesso sindaco ricordava che è un ponte che, come ha dimostrato la recente alluvione, che riveste un ruolo importante non solo per il comune di Belluno, sarebbe utile sapere quali siano gli atti prodotti e perché continui a regnare sovrana una profonda e dannosa incertezza per una città ferma alla fine dello scorso millennio quando venne realizzato il primo pezzo del FIO2».

gazzettino 8.7.19

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *