Mi drogavo già a 15 anni: compravo in stazione e al parco Lambioi»

IL PROCESSO
C’è chi si drogava già da quando aveva 15 anni. È il drammatico spaccato emerso ieri nel processo che si sta celebrando in Tribunale a Belluno, a carico dei profughi pusher, smascherati nel 2016 da una maxi-indagine di polizia e carabinieri. A parlare i giovani consumatori che si rifornivano dai ragazzi di colore che vendevano hashish e marijuana in stazione a Belluno, parco Lambioi. Il processo si sta celebrando di fronte al collegio di giudici, perché sugli 8 migranti imputati pende la grave accuse di spaccio a minorenni.
GLI IMPUTATI
Alla sbarra migranti, per la maggioranza al tempo erano ospitati alla Dumia per il periodo di accoglienza in attesa della risposta sulla richiesta di asilo. Quasi tutti a oggi sono irreperibili.
Il processo è iniziato con la deposizione dei poliziotti della Questura che avviarono le indagini sulla base di alcune dichiarazioni di assuntori. Da lì le intercettazioni telefoniche da cui furono chiari gli ordini. La droga veniva indicata in codice come «palle da basket», «palle da calcio». I gambiani e nigeriani si erano spartiti le zone di spaccio a Feltre e che almeno dal giugno 2016 i migranti erano impiegati in una rete di vendita di stupefacenti rivolta quasi esclusivamente a minorenni. Spacciavano dalle 30 alle 40 dosi al giorno di hashish e marijuana: da un calcolo fatto dalla Mobile di Belluno. Sarebbero stati smerciati circa 1800 grammi di stupefacenti: quindi, circa 11-12mila euro di incasso. Difficili invece le testimonianze dei testi-consumatori. Chi non ricordava, chi non si è presentato, ma verrà sentito alla prossima udienza, come ordinato dai giudici. da gazzettino di Belluno

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