solite buffonate all’Italiana

Siamo alle solite buffonate all’Italiana, complice anche la situazione di emergenza coronavirus, sempre in nome del bene del Paese e la vicenda delle mozioni di sfiducia al Ministro della Giustizia sono l’ennesima prova.

La sfiducia è stata respinta e cosa comporterà in cambio? Qualche poltrona o Presidenza?

E’ come se un Magistrato dovesse giudicare un imputato, con prove palesi, e emettesse una sentenza di condanna o assoluzione a seconda che l’imputato, o chi per lui, esibisse una mazzetta o garantisse un impiego per un congiunto dello stesso giudicante.

Per una volta non può essere messa in primo piano la realtà delle cose?

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

IL VICEMINISTRO INFORMATO DAI GIORNALI

In tema di coronavirus se ne son sentite di tutti i colori. I media ci hanno praticamente bombardato di notizie. Prese di posizione da ogni parte più o meno autorevoli con interventi talvolta contrastanti.

Tra tanto clamore mi ha colpito il Vice Ministro della Salute o Sanità Dr. Saleri, persona che appare assai preparata e con cognizione di causa, il quale nel corso di un dibattito televisivo ha candidamente ammesso di aver saputo del caso dei due cinesi affetti da pandemia dalla televisione, o meglio ancora dalla moglie che l’aveva sentito dal mezzo di informazione.

Penso che tutto ciò non sia consono per il bene del Paese, se a livello istituzionale le cose funzionano così.

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

«Misure anti-spopolamento soltanto a parole»

LA PERIFERIA

BELLUNO C’è chi può e chi resta al palo. La differenza, secondo Belluno Alpina, sta nella volontà della politica. L’associazione dei residenti di Piandelmonte, Ronce e Tassei torna a pungolare la politica perchè la stagione estiva è alle porte e questa, in particolare, potrebbe essere particolarmente favorevole per il Bellunese. Ma serve saper cogliere l’occasione.
«Siamo preoccupati perchè non vediamo uomini dell’Unione Montana al lavoro sul nostro territorio spiega il presidente dell’associazione, Gimmy Dal Farra -, eppure sappiamo che ci sono un paio di cantieri in programma. Per non parlare dei sentieri, a cui non è ancora stata messa mano».
Il paragone, allora, corre veloce all’Emilia Romagna dove sono stati annunciati tagli dell’Irap per i lavoratori delle aree montane e contributi a fondo perduto per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili nei comuni di montagna, per un totale di 23 milioni di euro a disposizione. «Non accade nelle solite e speciali regioni del Trentino-Alto Adige o del Friuli Venezia Giulia, ma nell’ordinaria Emilia Romagna spiega Dal Farra -. Questo dimostra che se si vuole aiutare la montagna lo si può fare senza poteri speciali o emergenze. Ormai siamo circondati da regioni che attuano politiche concrete contro lo spopolamento della montagna mentre noi che siamo una provincia interamente montana restiamo al palo. Un territorio montano di questi tempi non può farcela da solo: la differenza di costi per vivere e abitare, semplicemente scaldarsi in inverno, è evidente e netta. Noi che viviamo e lavoriamo sul territorio 365 giorni all’anno stiamo portando avanti il nostro progetto anti-spopolamento Ronce 2020 che interessa il comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel, ma non possiamo farcela da soli».
Serve supporto per chi abita e tiene pulito il territorio, vuol dire Dal Farra, e serve subito per permettere il riordino del comprensorio in vista dell’estate. «Qui ci sono ampi spazi e la possibilità di vacanze sicure e sane conclude -, dobbiamo cogliere questa occasione».
gazzettino 15.5.20

«Meglio risarcire i ciechi che adire la Cassazione»

BELLUNO La sentenza della Corte d’Appello che ha ritenuto discriminante la decisione del Comune di vietare ai non vedenti accompagnati dai cani-guida di accedere alle scale mobili di Lambioi torna in Consiglio comunale. «E non solo perché i cani-guida non possono leggere i cartelli all’ingresso di Lambioi», ironizza Franco Roccon (Civiltà bellunese Liga veneta Repubblica) che con una domanda di attualità chiede conto del perché il Comune intenda andare fino in Cassazione anziché chiudere la vicenda con il risarcimento delle vittime pari ad alcune migliaia di euro. «La mia domanda è semplice: avendo interpellato l’avvocato difensore del gruppo di non vedenti, mi chiedo se dietro al ricorso non ci sia il timore di dover rispondere alla Corte dei Conti per un eventuale danno erariale», fa sapere Roccon, che valuterà il da farsi una volta ascoltata la risposta.
LA VICENDA DEL 2015
La vicenda prende le mosse il 9 maggio 2015, quando il Comune di Belluno e la società Bellunum srl, decidono, di non consentire ai non vedenti di prendere le scale mobili. Il motivo? La presenza dei cani-guida che, per motivi di sicurezza, compresa la loro incolumità, sono interdetti dal salire sulle scale mobili che dal parcheggio di Lambioi portano in piazza Duomo. Tutto questo, afferma Roccon, ironizzando, «grazie alla puntuale applicazione del regolamento». E proprio contro questo regolamento si erano mobilitati otto non vedenti arrivati da tutta Italia, ritenendolo discriminante e in contrasto con la quanto dispone la legge 37/1974. Si aprì così il contenzioso legale contro Comune e Bellunum società che gestisce l’impianto.
In prima istanza il Tribunale di Belluno rigettò la richiesta dei ricorrenti assolvendo Comun e Bellunum, ma in Appello i verdetto si è capovolto.
LE SENTENZE
«Nei giorni scorsi – afferma Roccon -, la sentenza della Corte d’Appello ha accettato le istanze presentate con il ricorso condannando, per la violazione delle legge 37/1974, il Comune di Belluno e la Società Bellunum srl al pagamento del risarcimento del danno per 500 euro a ricorrente, più le spese legali e la rimozione degli avvisi di divieto per i non vedenti». Il capogruppo di Civiltà Bellunese Liga Veneta Repubblica chiede «al sindaco se ritiene opportuno proseguire la causa legale fino alla Corte di Cassazione per rivendicare una posizione che contrasta con la sentenza della Corte d’Appello, il buon senso e con le chiare indicazioni della legge n. 37/1974».
gazzettino15.5.20

Premiata la lotta di Celeste Balcon ex consigliere

Piazza Pian delle Feste di Castion

Che bella la piazza Pian delle Feste di Castion, messa a nuovo con una mano di asfalto.

Peccato che non sia stata trovata l’origine delle pozze d’acqua, che ora sono coperte dalla nuova pavimentazione e che potrebbero riapparire.

Peccato che i tigli non siano stati sostituiti da altro tipo di alberatura, anzi due esemplari erano erano stati tolti ma sono stati rimpiazzati con altri tigli.

Chi non ricorda quei dossi e avvallamenti (i “concoi” in dialetto Bellunese) lungo il camminamento che hanno creato non poche cadute con ricorsi alle cure sanitarie?

Purtroppo i tigli hanno un apparato radicale che cresce in modo vigoroso in superficie per cui c’è il pericolo che nel giro di poco tempo tutto torni come prima.

Sarebbe stato opportuno piantare degli alberi aventi radici che vanno in profondità.

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

DL OLIMPIADI. OK DEFINITIVO DEL SENATO.

“Il voto favorevole e definitivo (225 sì e un solo astenuto) del Senato al decreto legge sullo svolgimento delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è una grande gioia, il tassello che mancava per cominciare in concreto una grande avventura. Il presente è duro, ma proprio per questo è bello lavorare anche a un futuro d’oro come le medaglie olimpiche”.
“Per il Veneto dell’impresa e del turismo che oggi soffre, le Olimpiadi di 2026 simboleggiano il domani, la ripresa, occasioni di sviluppo economico, posti di lavoro che si creeranno, Pil che crescerà. Le Olimpiadi fanno parte di un domani che va costruito oggi, mentre ancora combattiamo con un nemico feroce come il coronavirus”.

LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE PINGITORE

«Riaprite Parco Lambioi per le ferie dei bellunesi»
LA PROPOSTA
Il Patto Belluno Dolomiti, attraverso il suo consigliere, chiede di riaprire il parco fluviale di Lambioi. Francesco Pingitore ha raccolto ormai molte richieste di portare la questione all’attenzione di Palazzo Rosso: «Le persone, in questo momento, cercano un turismo di prossimità: quale miglior posto del parco fluviale sul Piave?». «Gli ombrelloni, sedie, tavolini, sdrai ci sono – dice -. Vaia, nel 2018, aveva rovinato l’area ma essendo stato autunno inoltrato, non aveva portato via il materiale. Chiedo all’amministrazione si studiare la situazione, se c’è bisogno di barriere in plexiglass o meno. Quello è un posto in cui la gente va a passeggiare, cerchiamo di salvare il salvabile, magari valutando l’ipotesi di un prato sintetico, come fanno molte amministrazioni». L’idea del parco fluviale, era partita prima della campagna elettorale del 2012 e, nel corso del primo mandato Massaro venne realizzata. Ecco perché è proprio il Patto a risvegliare l’argomento. «Limitando le entrate, magari interessando la Sportivamente Belluno, si potrebbe da un lato dare sfogo ai cittadini, soprattutto quelli più giovani, dall’altro facendo un bando per l’aggiudicazione del bar, si contribuisce anche a dare lavoro ai locali», prosegue Pingitore che chiude l’argomento con un pensiero: «visti i chiari di luna, dovuti alla pandemia ovviamente, molte famiglie bellunesi non saranno incentivate ad andare al mare se non magari un fine settimana. Bene, veniamo incontro a queste. In fondo la città di Belluno offre molto: per gli appassionati della montagna abbiamo il Nevegàl con i suoi percorsi e itinerari che bene si prestano al distanziamento scuole e poi c’è Lambioi, un parco fluviale che molti ci invidiano». gazzettino 6.5.20

Incassare sportivamente il gol

Incassare sportivamente il gol. È l’invito al Comune del consigliere Franco Roccon (Civiltà bellunese Liga veneta Repubblica) sulla condanna in Appello per la discriminazione dei non venditi sulle scale di Lambioi. «Andare in Cassazione per la questione delle scale mobili di Lambioi interdette alle persone cieche con i cani guida sarebbe sbagliato – dice Roccon -. Chi pagherebbe quel grado di giudizio? Il Comune ne fa una questione di principio quando questo comportamento va di per sè a penalizzare una categoria, come quella dei non vedenti, che non ne ha certamente bisogno».
LA QUESTIONE
Il consigliere Franco Roccon ne fa una questione che merita di essere sviluppata nel prossimo consiglio comunale. «Palazzo Rosso – sottolinea Roccon – non può permettersi di buttare via soldi, in questo contesto storico. Parliamo di una sentenza che dichiara incompetente il Tribunale di Belluno sulle domande proposte dalle persone che hanno agito», rincara il consigliere di opposizione. «Una sentenza che dichiara come gli atti compiuti dal Comune e dalla Bellunum il 9 maggio 2015 sono atti discriminatori, tanto che la Corte condanna il Comune a risarcire con 500 euro ciascuno le persone che hanno portato la questione in tribunale prosegue Franco Roccon -. La Corte d’appello inoltre ordina al Comune e alla Bellunum la cessazione della condotta discriminatoria, consentendo di accedere al parcheggio tramite scale mobili con i cani guida, disponendo la rimozione del cartello posto all’ingresso delle scale mobili». Motivi, quelli ricordati dal consigliere, che già di per sé giustificherebbero lasciar perdere la questione. «Ne parlerò nella sede opportuna, studierò un odg o un’interrogazione, perché ricorrere in Cassazione a mio avviso non avrebbe proprio senso. Sarebbe caricare i cittadini di costi inutili».
LA CAUSA
Era il maggio 2015 quando il gruppo di amici con disabilità visive (Alessandra Bragagnolo, Ilaria Frenez, Fernando Giacomin, Mauro Quintavalle, Laura Raffaeli, Massimo Vettoretti, Nadia Zanella, Simona Zanella) provenienti da varie parti d’Italia, accompagnati dai loro cani guida, vanno a Belluno. Arrivati al parcheggio di Lambioi, vengono bloccati dagli addetti dell’impianto delle scale mobili: la scala viene arrestata e viene impedito ai non vedenti di salire da quel punto verso il centro città. La società Bellunum s.r.l., gestore dell’impianto, in accordo con l’amministrazione comunale, aveva affisso all’ingresso un cartello in cui si vietava l’accesso all’impianto non solo a cani da compagnia ma anche ai cani guida. Un cartello, secondo il gruppo di amici, in palese contrasto con la legge dello Stato 37/1974, che garantisce il libero accesso dei cani guida ovunque. La vicenda arriva prima in tribunale a Belluno, dove le richieste dei non vedenti, vengono rigettate. Dopo anni di battaglie legali nei giorni scorsi la sentenza della Corte d’appello di Venezia. Tutte le istanze presentate con il ricorso in appello sono state accettate arrivando alla condanna dell’amministrazione comunale e della Bellunum s.r.l. per la violazione delle leggi sopra riportate.
gazzettino 5.5.20

CANI SULLA SCALA MOBILE

LA VERTENZA LEGALE

Sulla scala mobile con i cani si deve poter salire. Tutto il resto è discriminazione. Così una sentenza della Corte d’Appello di Venezia mette il punto, per ora, sulla vicenda giudiziaria iniziata nel 2015 tra un gruppo di non vedenti e il Comune di Belluno. Dopo anni il gruppo esulta perché giustizia è stata fatta, ma il sindaco Jacopo Massaro da parte sua fa sapere che rispetta la sentenza ma la trova assurda e resta fermamente convinto della propria ragione.
Era il 9 maggio 2015 quando un gruppo di persone non vedenti provò a salire sulla scala mobile del parcheggio di Lambioi con i propri cani guida. Nel giro di pochi minuti vennero bloccati e fatti scendere dal personale di controllo che, trattandosi di un impianto a fune per la forte pendenza, applicarono la normativa che vieta di far salire i cani. Ne nacque, in pochi minuti, un can can. Da qualche tempo la società Bellunum, gestore dell’impianto, in accordo con l’amministrazione comunale, aveva affisso all’ingresso un cartello in cui si vietava l’accesso non solo a cani da compagnia ma anche ai cani guida che accompagnano i ciechi. Cartello, secondo il gruppo di non vedenti protagonista dell’episodio, in contrasto con la Legge dello Stato 37/1974 che garantisce il libero accesso dei cani guida ovunque. La diversa interpretazione della natura dell’impianto, e dunque delle leggi a cui fare riferimento in quel caso generarono una disputa arrivata subito a Palazzo di Giustizia. A ripercorrere l’accaduto, oggi, sono Alessandra Bragagnolo, Ilaria Frenez, Fernando Giacomin, Mauro Quintavalle, Laura Raffaeli, Massimo Vettoretti, Nadia Zanella e Simona Zanella.
«La vicenda arrivò al tribunale di Belluno dove le richieste di questi amici, in prima istanza, furono rigettate con una sentenza che venne definita dallo stesso avvocato degli accusanti, Chiara Frare, inaccettabile spiegano -. Dopo anni di battaglie legali si è ora arrivati alla sentenza della Corte d’appello di Venezia. Tutte le istanze presentate con il ricorso in appello, finalmente, sono state accettate arrivando alla condanna dell’amministrazione comunale e della Bellunum per la violazione delle leggi sopra riportate».
Ma da Palazzo e Bellunum vanno avanti a testa alta. «Bellunum avrebbe dovuto non applicare una norma sulla sicurezza delle scale mobili ritenendo ci fosse una qualche forma di discriminazione commenta Massaro -, parliamo di persone che normalmente non parcheggiano a Lambioi perché non hanno bisogno di farlo visto che siamo una delle poche città italiane che consentono a chi ha disabilità di parcheggiare nono solo negli stalli a loro riservati, non solo nelle strisce blu e bianche, ma addirittura in qualsiasi posto che non sia uno stallo purché non si intralci il passaggio. Il fatto che noi dovremmo disapplicare le norme di sicurezza su un impianto come quello è assurdo, noi rispettiamo la sentenza ma non la condividiamo minimamente».
Non è comunque ancora detta l’ultima parola. «Ora attendiamo il passaggio in Cassazione conclude Massaro -. Siamo tranquillissimi perché sappiamo di aver operato nel giusto».
gazzettino 3.5.20
Considerato che come sembra si trattava di una cosa eccezzionale, forse il personale della società avrebbe dovuto collaborare con i richiedenti. Si sarebbero evitate inutili perdite di tempo e forse anche di denaro pubblico.