Pingitore :Nuovi partiti

Nuovi partiti
Una legge
antiribaltoni
È ora di cambiare la legge elettorale e la legge antiribaltoni. Non si può di punto in bianco scindere da un partito e crearne un altro raggruppando decine di parlamentari. È bello vincere facile. Invece bisognerebbe dimettersi, fare una raccolta firme, creare un nuovo partito o movimento politico e candidarsi a nuove elezioni. Devono essere i cittadini a decidere chi deve essere eletto. La democrazia è in mano al popolo? Purtroppo fino adesso non sembra, chi perde le elezioni governa e fonda un partito o diversi movimenti senza passare dal legittimo voto.

Sicurezza stradale: «La segnaletica è da rifare»

BELLUNO Il Patto Belluno Dolomiti si associa alla mozione di sfiducia diretta al sindaco di Belluno. Lo fa attraverso le parole del consigliere comunale, Francesco Pingitore, che precisa: «nulla di personale, s’intende. Ma a livello politico non ci siamo proprio». Ma, come sempre, piuttosto che dedicarsi a parole, Pingitore si fa portavoce di problemi concreti che la città deve affrontare. Ecco perché chiede alla giunta di dedicare attenzione e impegno al problema dei passaggi pedonali e alla sicurezza stradale. Mostra una foto, in cui ci sono tre serie di strisce zebrate in un incrocio di due strade. «Chiedo con forza il miglioramento della viabilità cittadina, richieste che faccio da anni ma che rimangono puntualmente disattese incalza Pingitore del Patto Belluno Dolomiti -. Suggerisco all’amministrazione di adottare la segnaletica orizzontale retroriflettente, chiamata Occhi di gatto». La proposta del Patto Belluno Dolomiti arriva dopo aver constatato come, negli ultimi anni, ci sia un leggero aumento degli incidenti in prossimità delle strisce zebrate. Il consigliere ricorda di «di averne già parlato, durante la prima amministrazione Massaro, con l’allora assessore Luca Salti», quindi parliamo di sei o sette anni fa «era competente e si stava informando su come risolvere la situazione, poi per motivi personali ha lasciato e non si è più andati avanti».L’auspicio d Francesco Pingitore è anche quello di migliorare la viabilità in via Vittorio Veneto, in particolar modo la pista ciclo pedonale nei vari attraversamenti e «coprire le numerose buche che ci sono». Sulla mozione di sfiducia, Pingitore si riferisce al progetto InLab: «è la goccia che ha fatto traboccare il vaso».gazzettino 22.9.19

Celeste Balcon – Errori

è di moda la parola “errore”. Errore di Salvini per aver staccato la spina in agosto; errore di Renzi nell’uscire dal PD secondo Zingaretti.

Ritengo che l’errore di Salvini sia stato fatto col famoso contratto con il M5S, mentre lo staccare la spina era l’unica cosa da fare, d’altro canto cosa ci stava a fare al governo sapendo che l’imperio era no o il rimandare ad esempio TAV e autonomia.

La prima sfiducia poi non è quella di Salvini ma del M5S con la mozione contro la/il TAV nei confonti del premier. Ora poi assistiamo che il premier stesso si autosfiducia andando a cambiare quanto fatto nel suo primo governo.

Bisogna anche riconoscere che Salvini era convinto di non essere il solo a volere nuove elezioni ma in politica i voltafaccia sono sempre all’ordine del giorno, quando si tratta di andare al potere.
Certamente Zingaretti sta pagando un grosso ticket a Renzi, il quale gli stava mangiando la terra sotto i piedi e ora farà il bello e il brutto tempo nel governo.

Infine ritengo abbia commesso un errore il Capo dello Stato a non sciogliere le Camere e dare la voce al Popolo, sapendo l’orientamento della maggioranza degli Italiani.

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

Non si indietreggia di mezzo passo

BELLUNO Non si indietreggia di mezzo passo. L’opposizione non molla e sul caso InLab annuncia: «Arriverà un’interrogazione, insieme ad una richiesta di accesso agli atti per verificare la composizione della fantomatica commissione che avrebbe selezionato i partner per questo progetto». Insomma l’accusa non si addolcisce, ma affonda un nuovo colpo e promette battaglia in Consiglio comunale. Le parole arrivano dal capogruppo di Belluno è di tutti Paolo Gamba, proprio all’indomani della diffusione sulla stampa della risposta del primo cittadino alle accuse di scarsa trasparenza e di favoritismi. «Massaro ci accusa di fare una politica vecchia perché chiediamo trasparenza e lo invitiamo alle dimissioni? chiede Gamba – C’è davvero da ridere. Credevo che la politica vecchia fosse quella di una certa sinistra, tanto affezionata alle cooperative, ai loro meccanismi e alle interconnessioni tra queste e gli enti pubblici. Queste sì, sono storie già viste. Caro Massaro, è questo tuo refrain sulla politica vecchia ad essere vecchio, vecchissimo: lo usavi già nel 2012, quando ti presentavi come il nuovo che si opponeva ad avversari bollati come politicamente vecchi, pur avendo tu alle spalle una storia politica lunga vent’anni, molto più datata della loro. Mistificazioni un po’ logore. Già allora avevi assunto l’improbabile ruolo dell’incarnazione della politica giovane, oggi assumi quello della vittima. Il sindaco, infatti, si dichiara amareggiato e invita la minoranza, compatta nelle critiche, a non rivolgersi alla stampa, bensì a risolvere la questione in altre sedi».
IL CASO
La cooperativa in questione è Società Nuova, finita nell’occhio del ciclone dopo le pesanti accuse mosse da quasi tutti i gruppi di opposizione. Secondo 12 dei 13 consiglieri di opposizione, infatti, l’avvio e l’organizzazione del progetto InLab con sede a Palazzo Bembo avrebbe diversi punti bui. I consiglieri chiedono di vederci chiaro in merito allo stanziamento di 189 mila euro da parte del Comune e in merito al loro utilizzo e hanno da ridire sul ruolo della cooperativa nel progetto, dal momento che direttore dell’ente è un consigliere capogruppo di maggioranza. Dopo la risposta del primo cittadino, l’opposizione è più convinta che mai ad andare avanti. «Massaro lamenta che la questione si sarebbe dovuta portare in Procura ma noi non siamo giustizialisti, chiediamo chiarezza prosegue Gamba -, o in consiglio comunale. Posso rassicurare il sindaco: l’interrogazione arriverà, insieme a una richiesta di accesso agli atti per verificare la composizione della fantomatica commissione che avrebbe selezionato i partner per questo progetto. E insieme a una mozione di sfiducia. Verificheremo così se vi è ancora una maggioranza disposta ad assumersi la responsabilità di questa vergognosa gestione. Se non è ancora stato fatto, è solo perché il consiglio non viene convocato da due mesi – Gazz.26.9.19

COMUNE BELLUNO-Ombre su InLab, Massaro in bilico: tredici consiglieri pronti alla sfiducia

BELLUNO Sono in 13, oggi, a chiedere la testa del sindaco Jacopo Massaro. Tredici è il numero minimo per poter presentare una mozione di sfiducia verso il primo cittadino, stando al regolamento del consiglio comunale. E il progetto InLab è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
IL PASSOCosì ieri i consiglieri di opposizione Paolo Gamba di Belluno è di tutti, Franco Roccon di Civiltà Bellunese, Francesco Pingitore di Patto Belluno Dolomiti, Luciano Da Pian della Lega e Fabio Rufus Bristot del gruppo misto erano un fiume in piena. Ad
appoggiarli anche il consigliere Paolo Bello, non presente alla riunione convocata nel
pomeriggio per impegni di lavoro, e in parte, ma con riserva, anche il consigliere di Obiettivo Belluno Raffaele Addamiano. La scarsa chiarezza attorno al progetto con sede a Palazzo Bembo e finanziato dalla Fondazione Cariverona con 290mila euro era già stata sollevata in sede di Consiglio da Gamba. Ma ieri, a ribadirlo, sono stati tutti. «C’e qualcosa che non quadra in questa operazione le parole dell’ex rivale alle elezioni del sindaco -. Il progetto InLab non è mai stato presentato né in Consiglio né in commissione. I partner sono il Comune di Belluno, capofila, Fondazione Teatri, Confindustria Dolomiti che metterà circa 20mila euro l’anno, Cooperativa Società Nuova, Fondazione Università Ca’ Foscari, Israa di Treviso e Fondazione Cariverona. Il Comune in questa fase delega come capogruppo, guarda caso, Società Nuova, in cui ricopre la carica di direttore un consigliere di maggioranza, e guarda caso risulta esservi assunta una ex assessore di questa amministrazione che diventerà la referente unica. Il risultato è che con i soldi pubblici sono state sistemate diverse posizioni. Tutto questo da un’amministrazione che ha sempre professato di avere, come primo valore, la trasparenza». Non ci sono carte. O, almeno, non sono state prodotte con i giusti tempi ed è su questa mancata informazione e coinvolgimento dei consiglieri che ora i gruppi muovono accuse al sindaco.
AL BUIO«Nessuna informativa relativa al progetto e all’affidamento della sua gestione alla cooperativa sono state portate all’attenzione dei consiglieri spiega Roccon -. Inoltre la determina sulla firma dell’accordo ha una data precedente a quella in cui la giunta viene messa al corrente della collaborazione. Questa cooperativa, Società Nuova, avrà il compito di gestire soldi e azioni del progetto e il direttore dell’ente è il capogruppo di uno dei due gruppi di maggioranza. Non so se questo sia regolare o meno, ma noi ne eravamo stati informati. Spero che la Procura legga bene le carte di questa operazione». Altre accuse sono mosse da Pingitore, Addamiano e Da Pian. Riguardano l’immobilismo dell’amministrazione, la mancanza di visione e prospettiva futura e di opere pubbliche..gazzettino 14.8.19

NEVEGAL: CON MEZZO MILIONE NON SI VA DA NESSUNA PARTE

«Il sindaco continua a dire che lui ha a disposizione cinquecentomila euro per rilanciare il Nevegal e che se la Regione ne mette altrettanti si può ripartire. Purtroppo le cose non stanno così. Per un rilancio servono dodici milioni di euro. Serve un privato, che può essere supportato ma, non possono certo essere Comune e Regione ad accollarsi l’investimento in una struttura privata». Federico Caner, assessore regionale al Turismo, lunedì incontrerà il sindaco di Belluno Jacopo Massaro e i commercianti. Obiettivo: fare chiarezza su come stiano le cose e su quali siano le intenzioni della Regione. Un incontro che, stando alle premesse, potrebbe prospettare un futuro ben poco roseo per il Colle.
ANDIAMO CON ORDINE
La Regione è stata più volte chiamata a prendere posizione dopo il grido d’allarme degli operatori. Gli impiantisti hanno spiegato di essere in difficoltà, di non essere in grado di garantire la stagione invernale. Nel frattempo, in quota, il panorama è di desolazione. Attività, commerciali e di intrattenimento, con i battenti chiusi non si contano più. Sconforto e amarezza sono i sentimenti che predominano tra gli operatori che hanno spiegato di non essere in grado di farcela da soli e hanno chiesto di essere avvertiti per tempo se si dovranno trovare un nuovo lavoro.
L’ASSESSORE
«Ci siamo ritagliati un po’ di tempo in più – spiega Federico Caner – per capire bene come stiano le cose. Ho voluto raccogliere il maggior numero di informazioni possibile e il polso degli operatori. La situazione è purtroppo chiara: con 500mila euro del Comune e 500mila euro della Regione non andiamo da nessuna parte. Servono dodici milioni per dare un futuro al Nevegal. E non possono certo essere le amministrazioni ad investirli in un impianto che di proprietà di un privato. Il passo da fare è quello di trovare un investitore che creda nelle capacità ricettive del Nevegal». Insomma, chi si aspetta che lunedì possa arrivare qualche rassicurazione o qualche pacca sulla spalla potrebbe rimanere deluso.
CHIAREZZA
«Si tratta di un appuntamento per guardarci tutti in faccia». Conclude Federico Caner. Insomma pochi giorni dopo l’arrivo a Belluno della delegazione Dem di palazzo Ferrofini che aveva discusso con il primo cittadino, individuando una serie di priorità e una sorta di convergenza, ora tocca alla Regione fare la propria mossa e spiegare quali siano i margini di intervento per far ripartire gli impianti il prossimo inverno. Il calendario continua a scorrere e la domanda degli operatori («ditecelo subito che se non abbiamo speranza ci cerchiamo un lavoro») continua a rimanere senza una risposta. Lunedì però qualcosa potrebbe cambiare e gli interrogativi potrebbero aprire qualche margine per le certezze: «Con un milione di euro non andiamo da nessuna parte».
gazzettino 14.8.19i

Nevegal il salotto di Belluno Capoluogo

Nevegal il salotto di Belluno Capoluogo
Sovente i media locali riportano di incontri, visite e tavoli con l’intento di risolvere i problemi del Nevegal.
Il tutto encomiabile come meritevoli sono le idee, ma il tutto deve avere una logica conclusione e giungere ai fatti concreti.
Il Nevegal ha avuto un passato florido con avvenimenti di rilievo, ricordo ad esempio negli anni cinquanta/sessanta la costruzione della seggiovia, la festa nazionale della montagna. Quanto entusiasmo e quanta gente sul Colle.
Nel 1985 il grande evento sportivo delle Universiadi invernali, poi empre più verso il declino.
Poi un forte colpo di reni dell’allora Amministrazione Prade che portò alla tappa a cronometro del Giro d’Italia da Piazza dei Martiri al Piazzale della seggiovia.
Una vetrina internazionale per il nostro territorio grazie alla Televisione che ha trasmesso la gara in diretta per ore.
Quanta gente, quanto ordine e pulizia e quanto rosa lungo il percorso.
Su quell’onda ci si aspettava un seguito ma il declino l’ha fatta ancora da padrone, con le varie vicissitudini per gli impianti.
Unico evento di rilievo i danni di VAIA.
Tornando a quanto dicevo all’inizio oggi è il momento di agire in sinergia concretamente, senza discutere se è meglio la stagione invernale o quella estiva.
Il Nevegal salotto buono di Belluno, a dieci minuti dal centro Città e autostrada e a tiro di schioppo dalla pianura, necessita di strutture ricettive e di attrazione in modo tale da poter coniare come “NEVEGAL-BELLUNO tutto l’anno” senza se e senza ma, senza polemiche e senza campanilismi da parte di soggetti e delle categorie interessate.
Da non dimenticare il turismo religioso. Non è possibile che i pulman arrivino al Santuario e dopo una Santa Messa partano per altre destinazioni, non siamo mica a Venezia dove fa comodo il mordi e fuggi. Tutta quella gente abbia la possibilità di vedere ua seggiovia che funziona e un centro vivo, con un panorama meraviglioso.
Si sfrutti l’opportunità di fare dei pacchetti di utilizzo di gruppo della seggiovia e con lo scontrino di cassa poter poi bere un caffè o una bibita. Senz’altro la gente torna e pensare al detto che una ciliegia tira l’altra.
E da ultimo il Nevegal necessità della residenzialità così da diventare un paese o frazione con la conseguenza della creazione di tutti i servizi atti a soddisfare la popolazione.
Fermamente Nevegal-Belluno tutto l’anno.

LA FONTANA DI PEDECASTELLO

Belle, antiche e preziose. Ma letteralmente coperte di vegetazione, tanto da non vedersi più. Il capoluogo con le sue fontane ci va poco d’accordo. Se ne sono resi conto i cittadini che in questi giorni segnalano come tante delle vasche di pietra presenti in città siano tenute in scarsa considerazione dagli addetti alla manutenzione del verde. Sì, perché cespugli ed erba in certe zone della capoluogo sono cresciuti così tanto da coprire e rendere i manufatti più simili a vasche porta fiori che a fontane preziose.

LE FONTANE

Luciano Reolon, segretario di Patto Belluno Dolomiti, da qualche giorno ne osserva una in via Pedecastello. L’ha fotografata la scorsa settimana e ieri è tornato sul posto per capire se qualcosa fosse cambiato o meno. Nulla, l’ammasso di rami e foglie è sempre lì, a ricoprire interamente la vasca, ormai non più visibile. Reolon però se la ricorda la fontana all’imbocco della salita lungo le mura antiche della città, sa che lì sotto a tanta vegetazione c’è ancora e grida di essere riportata alla luce. La scorsa settimana i volontari del gruppo civile anziani con la Protezione civile hanno pulito la zona esterna alle scale mobili, lungo la stessa via, ma l’operazione si è evidentemente limitata alla zona dell’impianto. Non va meglio in periferia, dove solo tra Cusighe e Sargnano i cittadini ne segnalano ben tre. In pietra rossa, forse un tempo utilizzate da lavatoi dalle donne, ma oggi abbandonate. L’acqua non vi scorre da anni e, perso il loro utilizzo originario, i manufatti sono come stati dimenticati e lasciati all’incuria. In questi casi la struttura è ancora ben visibile, ma la vegetazione si arrampica rigogliosa lungo la vasca e sembra volerla inghiottire. «E’ un peccato vedere parte della nostra storia sommersa dalle erbe commenta una cittadina della zona -, sarebbero da riqualificare».

LA PROPOSTA

Reolon ne è convinto, ma invece di rivolgersi all’amministrazione il suo pensiero va ai concittadini. Una campagna di pulizia dal basso, nata tra residenti delle vie che ospitano antiche fontane potrebbe essere una soluzione semplice, economica e civica per ridare dignità agli antichi arredi. «Perché non organizzare una campagna dal titolo Adotta una fontana? propone -. Potrebbe funzionare così: associazioni o privati cittadini propongono al Comune di prendersi cura di una fonte per un certo numero di anni, di modo da non permettere più un simile disastro. Potrebbero accordarsi tra loro più persone, l’impegno sarebbe minimo, si tratterebbe solo di togliere le erbacce e di pulire la vasca di tanto in tanto, il risultato sarebbe però massimo. Il Comune verrebbe sollevato dall’impegno e le fontane riacquisterebbero il loro splendore. A me, personalmente, da fastidio vederle così come sono ora».

Gazzettino 10.8.19

PINGITORE – GIUNTA OMBRA

Il consigliere Francesco Pingitore del Patto per Belluno si scatena sulle manutenzioni da fare: «Le minoranze continuano a segnalare i molti interventi che richiede la città. Stiamo facendo la giunta ombra». E Pingitore prende in esame, uno per uno i punti dolenti, che non richiedono grandi investimenti. Parla, per fare qualche esempio, di cartelli arrugginiti, di sampietrini, la cura del verde pubblico. «Non era mia intenzione fare una ingenerosa polemica. Eppure non posso farne a meno. Questa maggioranza esordisce il consigliere del Patto per Belluno – aveva auspicato da due anni, che questo sarebbe stato l’anno delle manutenzioni. Abbiamo atteso i fatti. Avrebbero dovuto essere aperti diversi cantieri, invece nessun operaio per le strade o cartelli che indichino lavori in corso». Al contrario Francesco Pingitore sottolinea come, girando per le strade del capoluogo, «si possono notare solamente cartelli oramai arrugginiti dal tempo, posizionati nei marciapiedi della caserma Salsa, di via Pedeserva e di via Cappellari». E sarebbero molti gli interventi da eseguire. «Da parte del Patto per Belluno e delle minoranze sono state fatte, nel corso degli ultimi due anni, diverse segnalazioni ed interrogazioni, che giacciono nei cassetti degli uffici. Significa prosegue il consigliere che gli input arrivano dall’opposizione, sotto forme diverse. Penso alle interrogazioni, alle mozioni, ma non c’è niente da fare. Recentemente il collega Raffaele Addamiano ha depositato una mozione per sistemare le fontane cittadine, anche lui molto sensibile al decoro della città». Poi Pingitore si sbilancia, provocatoriamente, con una battuta dal sapore amaro. 

LA GIUNTA OMBRA

«Stiamo facendo la giunta ombra, senza nessuna indennità. In due mesi e mezzo il Consiglio comunale si è riunito due volte, solo durante la prima decade di luglio. In questo periodo cosa hanno prodotto per la città i nove assessori e il sindaco? – si chiede il consigliere -. Sarebbe ora di adottare il gettone di presenza anche per loro, senza indennità fissa. L’alternativa è ridurli drasticamente, dal momento che il risultato del costo-beneficio  risulta negativo». Veniamo poi al dettaglio delle proposte di manutenzioni. «Un’altra nota dolente sono i sampietrini delle rotatorie e di una buona parte del centro città, riparate alla meglio con l’asfalto. Unica eccezione la fa la rotonda della Cerva, perche é la più recente sottolinea senza incanto Pingitore -. Gran parte dei tombini stanno sprofondando, come si vede in più posti a Cavarzano». 

IL DETTAGLIO

Il consigliere punta il dito sull’immobilismo delle cose più misere. «Basta pensare che, nonostante il benestare dell’assessore e del dirigente, per arretrare il cartello del monumento di Nassirya, luogo in cui ogni novembre avviene la commemorazione, siamo bloccati dall’ufficio della polizia municipale. Perchè? Pare che serva l’ordinanza per dare il via agli operai comunali a Marisiga, ai quali va il mio sostegno. Nonostante siano in pochi riescono a barcamenarsi a 360 gradi». Francesco Pingitore non lesina un intervento più politico, rivolto all’Amministrazione di Jacopo Massaro. «Questa giunta ha poco polso. Manca la programmazione per fare tutto questo, bisogna decongestionare e velocizzare diversi banali lavori. Mi spiace, visto che gran parte di queste opere vengono dalla voce dei cittadini commenta il consigliere -. Un ultimo un suggerimento lo darei per gli alberi di via Tilman. Ogni anno in primavera cresce l’erba ai piedi di queste piante, il rimedio per ottimizzare questi lavori inutili potrebbe essere armarsi con del sintetico come nella foto, oppure delle griglie apposite, ripianando l’asfalto attorno il marciapiedi. Sono delle accortezze che migliorerebbero il decoro urbano». Infine sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Il consiglio di Pingitore, quando si rifanno dei marciapiedi, è quello di lasciare uno scivolo dal lato strada, per evitare barriere inutili.