Pingitore: «C’è incapacità a prendersi responsabilità»

Pingitore: «C’è incapacità a prendersi responsabilità»
DITO PUNTATO

BELLUNO Nell’ultimo consiglio comunale, abbiamo assistito all’ennesima farsa». Francessco Pingiotere (Patto Belluno Dolomiti) morde così sulle caviglie della maggioranza sul tema-parcheggi. «Dopo diverse interrogazioni e mozioni con raccolte firme sulla viabilità di Cavarzano, abbiamo visto la petizione sulla sosta selvaggio in centro. Noi come opposizione ci siamo sentiti responsabili di accoglierla e la discuteremo, visto che la responsabilità di tutto questo è da attribuire all’inerzia di Giunta e maggioranza che vota una petizione e riprende se stessa che non è capace a gestire i contenitori urbani ereditati da altre amministrazioni. Non sa coniugare piazza Duomo con il parcheggio di Lambioi. Non sa tenere in servizio, basterebbe fino alle 10 di sera, un vigile urbano o nonno vigile. Siamo basiti nell’aver visto per tre mesi una sperimentazione di mobilità al Duomo senza nessun risultato». Un’amministrazione «senza idee ed iniziative», secondo Pingitore, che riprende un altro caso, quello dell caduta dei calcinacci all’ex distretto militare: «Ha fatto chiudere un pezzo di marciapiede senza togliere due parcheggi per adibirli al passaggio pedonale. Un’amministrazione brava ad arrampicarsi sugli specchi su qualsiasi argomento, ma che nai fa mea culpa. É facile dare la colpa agli altri, quando non si è capaci di prendersi responsabilità. Si aspetta la petizione dei cittadini, ed è molto negativo: le petizioni devono essere fatte non su cose già esistenti (i divieti), ma su ciò che va fatto, tipo un’opera pubblica, dall’illuminazione a dei marciapiedi, e allora sì che ha un senso».gazzettino 9.11.19

Mi drogavo già a 15 anni: compravo in stazione e al parco Lambioi»

IL PROCESSO
C’è chi si drogava già da quando aveva 15 anni. È il drammatico spaccato emerso ieri nel processo che si sta celebrando in Tribunale a Belluno, a carico dei profughi pusher, smascherati nel 2016 da una maxi-indagine di polizia e carabinieri. A parlare i giovani consumatori che si rifornivano dai ragazzi di colore che vendevano hashish e marijuana in stazione a Belluno, parco Lambioi. Il processo si sta celebrando di fronte al collegio di giudici, perché sugli 8 migranti imputati pende la grave accuse di spaccio a minorenni.
GLI IMPUTATI
Alla sbarra migranti, per la maggioranza al tempo erano ospitati alla Dumia per il periodo di accoglienza in attesa della risposta sulla richiesta di asilo. Quasi tutti a oggi sono irreperibili.
Il processo è iniziato con la deposizione dei poliziotti della Questura che avviarono le indagini sulla base di alcune dichiarazioni di assuntori. Da lì le intercettazioni telefoniche da cui furono chiari gli ordini. La droga veniva indicata in codice come «palle da basket», «palle da calcio». I gambiani e nigeriani si erano spartiti le zone di spaccio a Feltre e che almeno dal giugno 2016 i migranti erano impiegati in una rete di vendita di stupefacenti rivolta quasi esclusivamente a minorenni. Spacciavano dalle 30 alle 40 dosi al giorno di hashish e marijuana: da un calcolo fatto dalla Mobile di Belluno. Sarebbero stati smerciati circa 1800 grammi di stupefacenti: quindi, circa 11-12mila euro di incasso. Difficili invece le testimonianze dei testi-consumatori. Chi non ricordava, chi non si è presentato, ma verrà sentito alla prossima udienza, come ordinato dai giudici. da gazzettino di Belluno

Nevegal, l’ora dei soci Il Pd stronca Massaro

Nevegal, l’ora dei soci Il Pd stronca Massaro
IL FUTURO DEL COLLE

BELLLUNO Il futuro della stagione invernale è appeso ad un filo. L’assemblea dei soci dell’Alpe del Nevegal srl si è riunita ieri sera ma per la decisione bisogna attendere oggi:, alle 21 i soci stavano ancora confrontandosi. Da quel poco che è trapelato pare che l’assemblea sia risultata abbastanza accesa. C’era chi non intendeva proseguire e chi invece sì. Cosa avrà deciso la maggioranza dei soci?
IL DIBATTITO
Nel frattempo, sul piano politico, ieri il Pd ha preso lo spunto dalla riunione della maggioranza per dire la sua: «Dispiace constatare ha affermato la consigliera comunale Erika Dal Farra- che ancora una volta il metodo di Jacopo Massaro e della sua maggioranza senza coloranti non ha funzionato. L’esito della riunione di maggioranza ha dimostrato ancora una volta che questa amministrazione non è in grado di affrontare situazioni che richiedono piani strategici e relazioni sovracomunali». «È inaccettabile come il sindaco e la sua maggioranza hanno gestito questa partita. Credo nella new.co e credo fortemente nelle buone intenzioni di questo gruppo ma se tale operazione dovesse fermarsi per un’incapacità politica sarebbe davvero il colmo oltre che la fine dell’era Massaro e company. Le intenzioni, circa azioni, tempi e attori coinvolti devono essere concretizzate con atti formali, dati anche i tempi ampiamente superati ed ora la maggioranza dovrà assumersi le proprie responsabilità avendo fermato un documento che doveva essere il punto di partenza per il rilancio del Nevegal».
DITO PUNTATO
Il Partito Democratico rimane fermo sulle sue posizioni: «nonostante il lavoro fatto dai protagonisti sulle strategie future del Nevegal riportate nell’Agenda strategica Progetta Nevegal domani e nonostante il tardivo interesse dell’Amministrazione comunale che comunque ad oggi non ha (e non ha mai avuto) nel documento unico di programma una chiara visione del ruolo fondamentale del Nevegal nelle proprie politiche di sviluppo turistiche, sociali economiche e territoriali, ad oggi, nulla è sottoscritto o definito con atti amministrativi tra i soggetti che si sono detti, a parole, disponibili a risolvere l’annosa questione della gestione impianti, siano questi istituzionali (Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Belluno e altri comuni interessati) o privati proprietari attuali (la società Alpe del Nevegal o nuovi imprenditori)», continua Dal Farra. «Gli impianti sono parte fondante e strutturale del disegno complessivo circa il futuro del Nevegal, senza i quali, sarebbe minato il complessivo sviluppo del Colle: dal turismo, all’accoglienza, dalla sostenibilità allo sport, come definito nel quadro strategico (agenda strategica Progetta Nevegal domani)».
IL PUNTO DI VISTA
Il Pd, nell’ultimo Consiglio Comunale, ha ribadito «più volte quanto fosse urgente l’acquisizione degli impianti (accettazione degli impianti a titolo gratuito), la programmazione e l’avvio del piano globale degli interventi come proposto dalla Regione con certezza di copertura finanziaria e tempi di attuazione (accordo di programma o protocollo d’intesa) e la costituzione della nuova società pubblico privata con tutti i soggetti interessati. Speriamo che tutto questo non sia oramai naufragato per responsabilità dell’amministrazione».
da gazzettino bl

Poliziotti in piazza: «Dotazioni inadeguate in finanziaria»

oliziotti in piazza: «Dotazioni inadeguate in finanziaria»
LA PROTESTA

BELLUNO Poliziotti in piazza dalle 9 di domani, davanti alla Prefettura di Belluno. A manifestare saranno gli agenti del sindacato Coisp che lamentano come nella legge di bilancio non siano previsti adeguati fondi per il comparto sicurezza.
I MOTIVI
L’iniziativa spiegano dal Coisp si svolgerà contemporaneamente anche in tante altre città italiane, da nord a sud del Paese, e a Roma, di fronte alla Camera dei Deputati.
«Tante donne e uomini della Polizia di Stato incroceranno le braccia in segno di protesta in vista della manovra che – secondo Domenico Pianese, segretario nazionale del Coisp – Non ha tenuto conto delle esigenze delle Forze dell’Ordine: i fondi stanziati sono una mancetta». L’incontro con il premier Conte, avvenuto la scorsa settimana a Roma, secondo Pianese ha risolto solo in parte i problemi del comparto sicurezza ma resta il nodo più grave, quello delle carenze di organico.
IN CITTÀ
«Dopo il lungo blocco del turnover – proseguono i vertici del sindacato – a Belluno, così come quasi in tutta Italia, mancano centinaia di agenti a presidio del territorio». «Questo – spiega Pianese – non permette il controllo capillare delle città e inficia la possibilità di intervenire tempestivamente e di prevenire tanti fatti criminosi che, in molti casi, possono avere conseguenze di gravissima portata».
LE DOTAZIONI
Ma non è solo la carenza di organico a preoccupare il Coisp: secondo il sindacato, infatti, anche le dotazioni messe a disposizione degli agenti sono insufficienti, così come le norme a loro tutela: «Abbiamo più volte chiesto ai governi che si sono succeduti leggi che non consentano a chi aggredisce o minaccia le Forze dell’Ordine di restare impunito e, soprattutto, che venisse fatto rispettare il principio di certezza della pena: chi attacca, offende o aggredisce un pubblico ufficiale, attacca lo Stato.
Ed è impensabile che, come in alcuni casi è accaduto, questo non abbia ripercussioni». Soprattutto, sottolinea Pianese, è indispensabile dotare tutti gli agenti di un equipaggiamento adeguato che preveda almeno le pistole elettriche, i giubbotti sottocamicia antiproiettile e antilama e protezioni appropriate per i servizi di ordine pubblico, durante i quali sono più frequenti incidenti e colluttazioni.
«Quello che lancia il Coisp, dunque, è un appello al governo e a tutte le forze politiche, ma anche un invito a tutti i cittadini a scendere in piazza per chiedere che il diritto alla sicurezza non sia solo uno slogan ma diventi la priorità dello Stato».da gazzettino bl

Ha creato un polverone il “caso” Ballotelli a Verona.

Esprimiamo solidarietà, come nel caso in questione, se qualcuno viene insultato e condanniamo con fermezza ogni tipo di razzismo.

Purtroppo c’è qualche caso di esecrabile intolleranza, ma bisogna stare attenti a fare di ogni erba un fascio ed è necessario saper valutare attentamente gli episodi per non scambiare atteggiamenti stupidi od incivili che troppo spesso si notano negli spalti, con manifestazioni di razzismo vero e proprio.

E’ necessario che l’attenzione dei media venga posta anche su tante altre questioni di altrettanta importanza per il nostro viver civile.

Invero mentre l’attenzione dei media è in questi giorni quasi tutta focalizzata su tale caso è passata quasi inosservata la vicenda dei tre Vigili del Fuoco morti tragicamente nell’esplosione di un cascinale avvenuta in Provincia di Alessandria, esplosione che ha anche visto feriti altri loro colleghi oltre ad un Carabiniere: sono persone queste dedite alla tutela, incolumità e sicurezza di noi cittadini, che troppo spesso pagano con il sacrificio della propria vita l’adempimento del nobile dovere; persone cioè che rischiano, quali ad esempio le forze dell’ordine, quotidianamente la vita per Euro 1.300,00 al mese.

Tutto ciò non fa però notizia, il che fa pensare che le valutazioni vengono effettuate con due pesi e due misure e di conseguenza è necessario guardarsi da strumentalizzazioni e speculazioni.

In più è giusto sottolineare che i calciatori professionisti lautamente, forse anche troppo, pagati, qualche volta ci mettono del loro con condotte ed atteggiamenti discutibili tesi spesso alla ricerca di una facile quanto scontata pubblicità.

Patto Belluno Dolomiti

Triste constatazione del capogruppo- Patto Belluno Dolomiti – Francesco Pingitore

Maggioranza assente alle celebrazioni: «Manca stile»

Maggioranza assente alle cerimonie commemorative al 101° anniversario della Liberazione della città di Belluno e della resa dell’Impero austro – ungarico, alla giornata dedicata alla commemorazione dei defunti e ai Caduti delle guerre (2 novembre) e alla ricorrenza della fine della Guerra 1915-18, Giorno dell’Unità nazionale e giornata delle Forze armate. Erano invece presenti alcuni consiglieri comunali delle minoranze, come Francesco Pingitore, Raffaele Addamiano, Andrea Stella. A farsi portavoce della mancanza della rappresentanza del governo di Palazzo Rosso è Pingitore (Patto Belluno Dolomiti). «Dispiace constatare che se i componenti dell’attuale maggioranza, non hanno una delega, non partecipano a questi eventi commemorativi. Una lezione di stile gliel’hanno data ieri i ragazzi degli istituti scolastici che hanno fatto partecipare gli studenti alla Festa dell’Unità nazionale. E sottolineo Festa dell’Unità nazionale precisa il consigliere del Patto Belluno Dolomiti -. Non posso non notare uno scollamento storico cultura tra le cerimonie commemorative di questi giorni e il 25 aprile, giorno in cui la maggioranza partecipa in modo massiccio, facendo così pensare di politicizzare quella data, che è pure importante per la storia d’Italia e a cui anch’io partecipo». L’invito è arrivato a tutti e 32 i componenti dell’emiciclo di Palazzo Rosso: consiglieri e assessori. «Ricordo che, durante l’amministrazione di Ermano De Col, che pure non era di centro destra esisteva ancora il rispetto di queste importanti date italiane sottolinea ancora Francesco Pingitore -. Ieri era presente anche l’onorevole Roger De Menech, che fa parte della Commissione Difesa e gli ho rappresentato la questione, non ha che potuto darmi ragione. Per fortuna che c’erano le nuove generazioni, è molto bello che anche le scuole si dimostrino sensibili. D’altra parte sappiamo dove vogliamo andare solamente se conosciamo chi eravamo e come siamo arrivati fino a qui». Ultima questione, Francesco Pingitore punta il dito sul fatto che, il 1° novembre, durante l’ammassamento, questo non è potuto svolgersi davanti alla Prefettura, come al solito, dal momento che il parcheggio era pieno di automobili. «Siamo quindi rimasti davanti alla porta del Duomo, rischiando di disturbare chi era andato a messa».
gazzettino 5.11.2019

PINGITORE-Manutenzione del territorio: il Comune grande assente

Ambiente:Legambiente-Sole24 ore, Belluno si piazza all’ottavo posto.

 

Il Sindaco di Belluno si compiace che la nostra città è tra le prime dieci, esattamente in ottava posizione.

Riteniamo allora di ricordare che nel corso dell’amministrazione a Sindaco Prade, Belluno si attestava  costantemente  in prima posizione. ( classifiche sole-24ore)

Sono passati sette anni con l’attuale amministrazione a Sindaco Massaro, dal primo posto siamo arrivati  all’ottavo.

In sette anni siamo retrocessi di  ben sette posizioni.

Degrado sulle strade per l’ospedale: «La solita incuria, il Comune rifletta»