Pingitore:Centrodestra Galleggiano invece di unirsi

Ho seguito le ultime vicende elettorali e devo dire che chi perde le elezioni, rispetto a prima, ha vinto lo stesso. Vedo il Pd che dopo l’era Renzi del 41% di consensi e si è passati al 22%, rispetto alla debacle delle politiche dell’anno scorso, quando il Pd affossò sotto il 20%; adesso cantano la solita vittoria di Pirro. Neanche il partito comunista di Berlinguer era messo male, anzi era un vero antagonista al vecchio pentapartito. Berlinguer era un vero leader, adesso si vivacchia. Invece su Salvini è stato detto e ridetto, è stato un vero trascinatore convincente; è stato attaccato da tutti, compreso una parte della chiesa come se in casa loro non hanno mai avuto problemi. I guai dei padri anche politici, non devono ricadere sui figli; gli errori di Bossi e & c. non devono ricadere verso questa squadra di vincitori, capitanata da Salvini. Anche Forza Italia sopravvive al 9%, per non dire della Meloni che ha riesumato la vecchia Alleanza Nazionale, che viaggiava con Fini circa all’11,5%, invece dopo la fuga degli ex colonnelli di Gianfranco ed il ritiro di qualcuno, con il ritorno prodigo di altri, viaggia a circa il 6,8%. Invece di avere il coraggio di unirsi in un unico partito di conservatori assieme alla Lega, si cerca di galleggiare, per non perdere le poltrone, il comando e i privilegi di tenere in vita un partito o un movimento che costa tantissimo alla tasca degli italiani, e non producono nessun Pil. In Italia gli Enti chiudono, lo stesso le caserme con il riordino e la revisione della spesa. Mi auguro che la Lega e i Cinque stelle un po’ rimaneggiato, mettono mano al contratto, dove si parla di vero taglio ai parlamentari e perché no anche dei partiti alzando lo sbarramento al 10%. Sarà un utopia? Chi vivrà vedrà.
Francesco Pingitore

Massaro: «Pochi posti letto» ma l’Ussl ribatte: «Si sbaglia»

Massaro: «Pochi posti letto» ma l’Ussl ribatte: «Si sbaglia» 

IL CASO

Ricovero impossibile per un tso: notte d’inferno per il primo cittadino e una paziente psichiatrica. Quattro ore di telefonate e di angoscia, prima di riuscire a trovare una sistemazione d’emergenza, nell’attesa di trovare un posto libero nel reparto di psichiatria del San Martino. «Effetto della riduzione dei posti letto dedicati ai pazienti psichiatrici denuncia il sindaco Jacopo Massaro, dopo la notte insonne -, siamo arrivati al tutto esaurito». Insomma, è bastata un’emergenza nel cuore della notte per mandare in tilt il sistema ed evidenziare come la critica alle schede ospedaliere dei primi cittadini della provincia ci avesse visto lungo. L’azienda sanitaria tuttavia interviene e minimizza l’accaduto: «Nessun ricovero fuori provincia dichiarano dalla direzione , i posti letto sono superiori a quanto previsto dalla normativa». 

LA TELEFONATA

Era quasi la mezzanotte di lunedì quando il sindaco di Belluno è stato chiamato per effettuare un trattamento sanitario obbligatorio. Operazione quasi di routine, che però dopo 4 ore non era ancora terminata. «Non è stato possibile trovare un solo posto nelle psichiatrie degli ospedali di Belluno e Feltre – denuncia Massaro . Si stanno già verificando i primi problemi legati al taglio dei posti letto voluto dalla Regione, così come avevamo denunciato: con la riduzione della Psichiatria a Pieve di Cadore e il mancato aumento della disponibilità negli altri ospedali, siamo arrivati al tutto esaurito». Per oltre un’ora, nel cuore della notte, il primo cittadino, gli operatori sanitari, l’equipe di Psichiatria e la Polizia di Stato hanno contattato le strutture ospedaliere della regione, da Bassano a Treviso, per individuare una sistemazione in un reparto psichiatrico. Alla fine, intorno alle 4.30, la ricerca si è conclusa. Il trasferimento in uno degli ospedali della pianura veneta è stato evitato all’ultimo e la donna è stata ospitata temporaneamente in una stanza di emergenza, dov’è rimasta in attesa dell’uscita dal reparto di un paziente. 

L’EMERGENZA POSTI LETTO

È bastato un paziente in più, per mandare in tilt il sistema e far dichiarare ai sindaci del territorio, a Massaro in primis, l’avevamo detto. «Non è accettabile che si verifichino situazioni simili. Lo abbiamo già denunciato come Conferenza dei sindaci: il taglio dei posti letto negli ospedali bellunesi porta inevitabilmente a disagi e pericoli. Quanto è accaduto aggiunge l’inquilino di Palazzo Rosso è la fotografia di quello che sta già avvenendo per altri reparti che stanno subendo il progressivo smantellamento negli ospedali periferici».

LA REPLICA

L’Usl a stretto giro risponde, buttando acqua sul fuoco e facendo sapere che, ieri, il problema è rientrato. «La paziente, giunta in Pronto soccorso a Belluno alle ore 3,20, è stata visitata dal medico alle ore 3,27 ed è stata ricoverata alle ore 4,25 fa sapere la direzione -. La necessità di posti letto, stabilita dal Ministero della Salute, è di uno ogni 10.000 abitanti, quindi per la provincia di Belluno 20 posti letto. Attualmente l’Usl ha 16 posti letto a Belluno e 13 a Feltre.

Fonte il Gazzettino

PINGITORE- SOSTENGO DA TEMPO CHE L’AMMINISTRAZIONE E’ FERMA

il capogruppo del Patto Belluno Dolomiti, Francesco Pingitore da tempo sostine che l’amministrazione del capoluogo è ferma. Per agire si aspetta sempre che cada il muro

Ora, per fortuna, anche tutta la minoranza ha trovato compatezza sul tema

Due assessori usciti anzitempo, un consigliere in aperto contrasto con chi governa: la maggioranza sembra scricchiolare e l’opposizione vuole certezze. E, compatta più che mai, pinta il dito contro il sindaco Massaro. Lo fa riunendosi nello studio dell’avvocato Raffaele Addamiano, non tanto per intentare causa, quanto per fare un elenco di quello che il primo cittadino non ha fatto e dovrebbe fare. Ricordando anche le occasioni perse per strada. «Siano fermi a sette anni fa, è ora di cambiare: con 8 milioni di avanzo di amministrazione, almeno la metà potrebbero essere spesi».BELLUNO La minoranza riunita per commentare l’atteso rimpasto di giunta e l’uscita dalla maggioranza del capogruppo di Insieme per Belluno Città futura, Fabio «Rufus» Bristot. L’occasione ha dato il modo di parlare a tutto tondo dell’amministrazione Massaro. L’idea comune è chiara: «È ora di cambiare». Ma non prima di novembre: il sindaco infatti, se si dimettesse prima di due anni e mezzo hanno sottolineato le opposizioni potrebbe tentare anche il «Massaro tris».

OBIETTIVO BELLUNO«Siamo in uno stallo sia amministrativo che politico incalza Raffaele Addamiano di Obiettivo Belluno -. Il nostro giudizio è negativo. Invitiamo il sindaco ad essere molto più sociale e meno social. C’è un avanzo di amministrazione di 8 milioni, di cui 4 immediatamente spendibili. Si tratta di una mancanza di visione». 

LEGA NORDPer la Lega Nord- Liga Veneta, Luciano Da Pian ha parlato del «programma dei sogni», quello dell’amministrazione Massaro. «Ci si aspettava un po’ più di attività nel secondo mandato, invece assistiamo all’immobilismo totale». Da Pian parla del «ruolo che dovrebbe avere una città capoluogo, che dovrebbe essere da traino». Sul turismo: «Abbiamo avuto l’opportunità di ospitare un evento della Fca sul Nevegàl e ci siamo sentiti rispondere che abbiamo puntato il nostro quinquennio sulla politica ambientale?. Avremmo avuto ospiti e visibilità. Qui siamo allo sbando». Poi la rigenerazione urbana: «È stato speso quasi un milione per la progettazione di un qualcosa che non porterà indotto – afferma il consigliere leghista -. Abbiamo l’appuntamento dei Mondiali di Cortina, che potrebbero avere una ricaduta sul capoluogo. Invece siamo vittime di una miopia politica». 

PATTO PER BELLUNOFrancesco Pingitore, per il Patto per Belluno, ha focalizzato il suo intervento sul Nevegàl, «che è una Ferrari ferma. Per capire l’inefficacia di questa amministrazione basta vedere che è nata la Commissione speciale. Siamo fermi a sette anni fa». 

PDIl capogruppo del Partito democratico ha rimarcato come ci sia «una narrazione social che non corrisponde alla fattualità delle cose che accadono in città. L’amministrazione si è logorata. Parliamo di viabilità e mobilità? Nessuna scelta fatta. Parliamo dei grandi contenitori? Sono già in sofferenza per il Fulcis, per il quale abbiamo già proceduto a due variazioni di bilancio». Poi Bello parla della sanità: «Vediamo l’incapacità del sindaco di essere autorevole come presidente della Conferenza dei sindaci», poi il democratico affronta «la grande problematica della macchina comunale. Ma di chi è la responsabilità? L’assessore di peso va messo lì e poi conclude Bello manca la capacità di fare squadra all’interno della sua giunta, per noi è ora di cambiare». 

BELLUNO È DI TUTTIPer Belluno è di tutti, Paolo Gamba: «Questo sindaco non ha dato alcun cambiamento alla città. È incapace di fare l’amministratore, ma è bravissimo a fare politica. Lo dimostra il fatto che, mentre si parla della crisi di maggioranza, cerca di sviare l’attenzione sul ponte Bailey». Poi la promessa non mantenuta: «In consiglio comunale ci aveva detto che, per il 18 milioni della Rigenerazione, aveva già dato l’iban per il bonifico», afferma Gamba. E azzarda: «Non è che Massaro sta già pensando a qualcos’altro da fare?». Aggiunge Addamiano: «Sta già pensando alle Regionali 2020?». «Fare l’amministratore è un lavoro, una missione incalza Gamba -. Bisogna seguire i dipendenti. In un’azienda, leggendo il bilancio, si vede su cosa si vuole investire. Ma in quello di Palazzo Rosso non c’è niente di tutto questo». 

da gazzettino del 26.5.19

ALBERO PERICOLANTE IN NEVEGAL

Albero pericoloso. L’avvertenza campeggia a caratteri grandi e neri su un cartello appeso ad un abete lungo la strada che porta in Nevegal. La pianta incombe propria sulla via e non lascia tranquilli chi transita sulla comunale. A voler portare il problema all’attenzione dell’amministrazione è Celeste Balcon, membro del Patto Belluno Dolomiti, residente del Castionese ed ex consigliere comunale. Il foglio bianco, inserito in una busta di plastica per essere protetto dalla pioggia, è appeso da giorni ad un ramo della pianta e l’uomo vorrebbe capire se l’amministrazione intende prendere provvedimenti. Tagliare i rami pericolanti o, se risulta necessario, tutto il fusto. «Si trova a circa 300 metri dal santuario, lungo la strada provinciale spiega Balcon -. Stiamo parlando di una zona piuttosto trafficata. Mi chiedo, invece di mettere il cartello di avvertenza, non sarebbe meglio risolvere il problema? O si sposta la strada o si taglia l’albero». Non è chiaro quando sia comparso il pericolo, ma probabile che siano stati la tempesta e il vento di Vaia a mettere in difficoltà la pianta e a renderla precaria. Il Nevegal, d’altra parte, è stata una zona particolarmente battuta dalla furia del meteo di fine ottobre e non si contano gli alberi caduti a terra sotto le sferzate del vento. «Mentre nei boschi le operazioni possono essere portate avanti con calma – conclude Balcon -, nelle zone più frequentate e a ridosso delle strade la messa in sicurezza è di urgenza fondamentale».

da gazzettino 22.5

IL PORPORATO ELETTRICISTA

Da cattolico praticante è avvilente sollevare critiche per il modo di operare da parte di certi ministri all’interno della Chiesa, ma siamo consapevoli che anch’essi sono esseri umani e quanto tali fragili e portati all’errore come tutti gli uomini e donne.

Purtroppo fa sempre testo il detto predicare bene e razzolare male.

L’esempio ultimo il caso del Cardinale elettricista, straniero d’origine e membro di stato estero, che a scopo umanitario si è arrogato l’onere di rompere dei sigilli.

Non pare che la Santa Sede abbia preso dei provvedimenti nei suoi confronti anzi il contrario e manco la Magistratura pare non abbia aperto un fascicolo.

Comprensibile il gesto a favore di persone in difficoltà, ma gli occupanti del condominio non sono nel legittimo diritto ma bensì degli occupanti, inoltre in quell’immobile risulterebbero delle attività poco chiare.

Non era preferibile pagare le bollette senza fare tanto clamore, se proprio  voleva aiutare i cosidetti ultimi?

Quanta gente si trova in difficoltà economiche e senza un tetto, perchè non si pensa anche a costoro? Forse perchè non infrangono la legge?

Detto ciò grida vendetta sentire le prediche che bisogna accogliere, accogliere e ancora accogliere.

Qualche anno addietro Papa Francesco rinunciò alla Sede estiva di Castelgandolfo, al che pensai a un grande gesto,  vuoi vedere che in tale immenso complesso verranno sistemati migranti e bisognosi.

L’anno scorso ho voluto visitare tale sede, per entrarvi occorreva la prenotazione, il biglietto d’ingresso a pagamento e fare il proprio turno in coda.

Ma di migranti e derelitti neanche l’ombra.

C. Balcon -foto web

PINGITORE: oggi con Zaia

Il nostro capogruppo in consiglio comunale Francesco Pingitore

ha partecipato oggi, assieme ad altre personalità politiche all’incontro

con il presidente della regione Luca Zaia a Ponte Nelle Alpi.

 

PINGITORE: a Cavarzano serve un dosso

Troppe strade pericolose in periferia. Il consigliere comunale Francesco Pingitore chiede dossi e strisce pedonali rialzate. E lo fa con una interpellanza rivolta al sindaco Jacopo Massaro e all’assessore Biagio Giannone. Due, in particolare, sono le zone rosse in destra Piave, secondo il capogruppo di Patto Belluno Dolomiti: la parte vecchia di Cavarzano e la curva con attraversamento pedonale davanti alla chiesa di Cusighe. «Ci sono circa quattrocento firme di cittadini a supporto della richiesta del dosso a Cusighe spiega il consigliere -, e io avevo sollecitato l’amministrazione all’installazione già nei primi anni del primo mandato Massaro. Di fatto l’opera era prevista e inserita a bilancio, il cartello del pericolo è stato installato ma il dosso no». Oggi, dopo l’incidente di qualche giorno fa in zona, l’esponente dell’opposizione chiede di risolvere quel punto nero della viabilità una volta per tutte e di intervenire anche a Cavarzano dove un attraversamento pedonale vicino a due attività commerciali risulta pericoloso per la propensione degli automobilisti a spingere sull’acceleratore in quel tratto. «Con questi accorgimenti conclude si diminuirebbero gli incidenti, sopratutto negli orari serali, e si aumenterebbe la sicurezza dei pedoni». (atr)

PINGITORE: SETTE ASSESSORI SONO SUFFICENTI

Tanti assessori, ma il muretto resta rotto. Il consigliere di minoranza Francesco Pingitore invita la giunta a restare così com’è e ad occuparsi di più della città. A non aggiungere altri assessori e a puntare al risparmio. Tolti due cavalli di razza, come il capogruppo in Consiglio comunale del Patto Belluno Dolomiti definisce i due dimissionari Valentina Tomasi e Maurizio Busatta, ora tanto vale stringere i denti e portare avanti la città con una squadra di sette persone. A pochi giorni dalla notizia dell’uscita dei due membri della Sala dei Bottoni, il consigliere lancia un messaggio al sindaco Jacopo Massaro alle prese, insieme a giunta e a maggioranza, con la scelta dei prossimi assessori. «Io e la mia civica dichiara invitiamo il sindaco ad un atto di responsabilità e a restare con sette assessori e, piuttosto, a distribuire le deleghe ai consiglieri di maggioranza. Sarebbe un gesto molto dignitoso. D’altra parte sette anni fa circa Massaro aveva fatto cambiare un articolo dello statuto proprio per consentire ai consiglieri di avere deleghe e risparmiare sul numero di assessori». Pingitore non risparmia i conti in tasca. A suo dire la squadra di Palazzo Rosso costa circa 100 mila euro l’anno ai cittadini, una spesa che potrebbe facilmente diminuire se si decidesse di non sostituire i due uscenti.
I NOMIIl consigliere, poi, entra anche nel merito del confronto in atto in municipio sui prossimi ingressi per lasciarsi andare ad una standing ovation. Impensabile, per lui, togliere alla vice sindaco Lucia Olivotto la delega al bilancio. «È una professionista insostituibile commenta -, è anche revisore dei conti, rappresenta un valore aggiunto per la giunta e per l’intero Comune». E poi, parlando di numeri, l’esponente di minoranza ex uomo di Prade, coglie l’occasione per tirare in ballo quei 4 milioni di euro di avanzo di amministrazione che gli sono rimasti nel groppone. Soldi che sarebbero potuti essere impiegati in manutenzioni e lavori pubblici in città. «Non si riesce a realizzare nemmeno piccoli interventi denuncia e critica -: né strade né ponti nuovi, né manutenzione ai muretti che crollano come quello vicino al Polisportivo. La verità è che questa maggioranza è brava nei social, a buttar fumo negli occhi ai cittadini, ma non coglie di sorpresa noi consiglieri di lungo corso che in passato siamo riusciti a far realizzare opere ben più importanti di un muretto e senza l’indennizzo da assessore».

Gazzettino 7.5.19

PINGITORE: CHIUSURA STAGIONE AL FALORIA

 

Mi sono recato alla giornata di chiusura della stagione invernale in Faloria, non come consigliere, ma a mie spese come appassionato di quello che ritengo lo sport più bello, lo sci.

Dopo la sciata, attorno a mezzogiorno, ho partecipato alla  cerimonia di chiusura della stagione sciistica con la presenza tra gli altri, del dott. Ghezze – direttore degli impianti sciistici e promotore della manifestazione e di Cristian Ghedina, presente come promotore della olimpiade invernale Cortina 2021.

L’incontro con il Dott. Ghezze è stato per me l’occasione per confrontarmi sui problemi del nostro Nevegal CON UNA  una delle più affermate stazioni turistiche internazionali.

Con Cristian Ghedina, qualche battuta sulla mia esperienza di istruttore di sci in Brigata Cadore e poi la foto di rito.

 

Francesco Pingitore  – Capogruppo in consiglio comunale di Belluno del Patto Belluno Dolomiti.

 

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Pingitore con Ghedina