IL VERO CONFLITTO DI INTERESSI

Le politiche di Di Maio
Il vero conflitto
di interessi è il Reddito
Il Vice-Premier e Ministro per lo Sviluppo Economico assicura che porterà avanti un decreto per combattere il conflitto d’interessi, con particolare riferimento all’ex Premier Berlusconi. Non vi è dubbio che volente o nolente ogni conflitto deve essere centellinato non solo con la lente di ingrandimento ma col microscopio per essere reso il più trasparente possibile. Detto ciò quanti sono i casi di conflitti d’interesse? Penso moltissimi sotto varie forme. Non si trovi un solo capro espiatorio in questa fase scricchiolante della politica Italiana. C’è un conflitto d’interessi che è palese sotto gli occhi di tutti, conflitto che si chiama Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza. Ho avuto occasione di trovare, tempo addietro, spazio ne Il Gazzettino dove mi chiedevo come erano vissuti finora i probabili fruitori del Reddito di Cittadinanza, ora mi chiedo anche come hanno fatto a campare i beneficiari della Pensione di Cittadinanza. Gli uni e gli altri dovrebbero aver vissuto lavorando in nero o ricorrendo alla criminalità che va dallo spaccio, rapina e furto e i vari espedienti e reati. Se così non fosse dovrebbero essere già tutti morti di fame. Sembra chiaro che Di Maio non si renda conto che sta cavalcando Reddito e Pensione di Cittadinanza a fini elettorali con denaro pubblico, pertanto più conflitto d’interessi di così?

gazzettino 23.4.19
Celeste Balcon

Pingitore

Caro direttore,
un vecchio detto di Leonardo Sciascia, diceva: Gli italiani sono divisi dalle ideologie ma uniti nel malcostume. Se prima gli scheletri nell’armadio li avevano tutti i partiti di destra, centro e sinistra, adesso cambiano i loghi, i nomi e simboli, ma resta, come dicevo prima, il malcostume e malaffare. In questi giorni abbiamo visto scoperchiare nella rossa Umbria l’ennesimo caso di amministratori regionali corrotti. Non era forse meglio rimanere alla prima Repubblica con i vecchi partiti che hanno scritto la Costituzione, naturalmente con un po’ di rigore ed onestà?
Francesco Pingitore
Belluno
Caro lettore,
all’inizio degli anni 80, in una celebre intervista, il segretario del Pci Enrico Berlinguer lanciò la cosidetta questione morale vantando una diversità antropologica del suo partito e dei suoi militanti rispetto alle altre forze politiche. I fatti e, soprattutto, le inchieste giudiziarie, hanno clamorosamente smentito il leader comunista e la sua visione della realtà. Il malcostume non è un’esclusiva di nessun schieramento. E nessuno schieramento ne è immune. È, non solo in Italia, il vero elemento trasversale della vita politica. Ma non perchè la politica sia sporca, come si sente spesso dire. Ma perchè molti uomini e molte donne – di destra, di centro e di sinistra – sono deboli e vulnerabili di fronte alle tentazioni del potere e del denaro. Due realtà che, nel bene come nel male, sono strettamente legate alla politica, la muovono e la condizionano. Sono uno strumento fondamentale dell’agire pubblico e di ogni attività di governo. Dipende dal valore e dalla funzione che si assegna loro: denaro e potere possono essere infatti un mezzo e uno strumento della politica o diventarne esclusivamente un fine, come è tante volte accaduto. Da questo punto di vista non c’è grande differenza tra Prima e Seconda Repubblica. Possono mutare le modalità del malaffare, ma le dinamiche di fondo rimangono sempre le stesse. E non cambieranno solo perchè qualcuno rimpie le piazze al grido di onestà, onestà, onestà o rivendica una presunta superiorità morale rispetto agli altri. La prima Repubblica non è finita perchè era meno onesta, ma perchè ha fallito politicamente. Si è rivelata impreparata a gestire un mondo diverso da quello della cortina di ferro in cui si era formata. Porta la responsabilità di aver creato uno dei debiti pubblici più colossali del mondo. Ed infine, non ha saputo rivendicare ed esercitare la propria autonomia rispetto a un altro potere, la magistratura, che da Tangentopoli in più ha scandito le svolte politiche di questo Paese.

Gazzettino 18.4.19

Pingitore: Il degrado

Mozziconi di sigarette e cacca dei cani abbandonati in qualsiasi punto della città. Anche su queste quotidiane inciviltà è stata incentrata la riunione della seconda Commissione consiliare, convocata su richiesta del consigliere Francesco Pingitore, dopo la risposta ad una interpellanza riguarda il decoro urbano, ritenuta non soddisfacente, da parte della giunta. L’interpellanza riguardava dunque anche le cicche e gli escrementi dei dei cani sparsi soprattutto in centro. «La riunione – è il resoconto fatto dallo stesso Pingitore – è andata molto bene ed è durata circa due ore, e ha visto una grossa partecipazione sia del commissari, della giunta e dei rappresentanti degli uffici addetti, compreso il comando della polizia urbana. Tutti hanno preso atto del serio problema». Oltre ai problemi sopra menzionati, sono stati affrontati anche quelli delle transenne lasciate a lungo sul posto dopo l’utilizzo fatto di caso in caso, cioè mercati e manifestazioni socio-sportive. Focus anche sugli imbrattamenti dei muri, un atavico e vecchio problema che, a detta del consigliere del Patto Belluno Dolomiti, da sette anni sembra essere aumentato. E, a tal proposito, «dell’idropulitrice, non si capisce perché essa sia stata usata pochissimo: va usata per pulire parecchie mura e i sottoportici del centro, oramai indecenti per una città che è sempre sul podio per la qualità della vita». Insomma, degrado e ancora degrado. Dai problemi alle soluzioni. «Abbiamo evidenziato – fa sapere Pingitore – come si può fare prevenzione, mandando a casa delle famiglie una brochure, magari tramite le bollette della Bellunum, dove si informa che tenere sporca la città non conviene: più si sporca e più costa, che esistono le sanzioni per i malcapitati avventori, e le multe sono anche salate. Quindi sia educativo e sanzionatorio. Da tenere conto che da quando è uscita la legge che prevede di non buttare cicche e gomme americane per strade, non è stata rilevata nessuna multa. Quindi bisogna cambiare rotta, perché con già le numerose leggi che poi non si fanno rispettare, non è accettabile». Altra questione, la richiesta di installare più cestini per le strade e nel centro città «così non ci sono scuse».

gazzettino 17.4.19

CASA DEL DOTTOR DI CASTION

La politica e il buon senso

Che tristezza vedere le persone  assiepate lungo lo stretto marciapiede, in Via I° maggio a Castion, fuori dell’ambulatorio medico in attesa dell’apertura, con il freddo, con il vento e con la pioggia.

Ambiente tra l’altro molto angusto.

Purtroppo soltanto iter burocratici hanno negato che tale ambulatorio non potesse trovare idonea sede presso la Ex Casa del Dottore, dove ben maggiori erano gli spazzi fruibili e agibili.

Altrettanto triste vedere molta gente, tra l’altro anche persone anziane, scendere in Città per un certificato, per il rinnovo della carta di identità, per il ritiro della tessera elettorale o per svariate altre necessità.

Tali servizi, molto apprezzati nel Castionese, nella precedente amministrazione, che conta di un bacino di circa ottomila abitanti, venivano svolti allo Sportello del Cittadino presso la suddetta Ex Casa del Dottore chiuso ormai dal 2012.

Non trova assolutamente  scusante la motivazione della carenza di personale per l’apertura di tale sportello una mattina alla settimana.

Da notare che i servizi vengono svolti presso gli Uffici in centro, dove i Cittadini devono recarsi ricorrendo a mezzi di trasporto propri, con conseguente inquinamento, o ricorrere ai mezzi pubblici.

Con un po’ di buon senso, si potrebbero evitare moltissimi disagi per i Cittadini.

Segreteria Patto Belluno Dolomiti

PINGITORE : IL DECORO URBANO

“Volevo puntualizzare che la riunione del 2 aprile  riguardo il decoro urbano, é stata fortemente voluta dal sottoscritto.

Da quattro anni , da quando è uscita la legge per il divieto di buttare le cicche di sigarette per terra e  immondizie generiche, mi  batto affinché chi di dovere faccia rispettare la legge.

La mia ultima interrogazione è del mese scorso,  ed ero rimasto molto  amareggiato dalla risposta dell’assessore Ganz , che mi faceva sapere che dopo quattro anni dall’entrata in vigore della citata legge, la polizia locale,  non  ha  elevato   nessuna contravenzione  in merito.

Per dare a  Cesare quel che è  di Cesare, volevo sottolineare l’appoggio dei consiglieri di minoranza e maggioranza, e finalmente la presidente della seconda commissione ha preso atto di questo atavico problema, assieme agli assessori di riferimenti ed il delegato dei vigili urbani presente alla riunione.”

E’ certo che il mio impegno continuerà.

Francesco Pingitore Capogruppo  Patto Belluno Dolomiti

 

 

GOVERNO CONTRADDITORIO

Quello che sta succedendo nel nostro Paese crea non poco sbigottimento e confusione.

Su tutti gli argomenti sul tavolo dei lavori del Governo è palese il tutto e il contrario di tutto, una contraddizione dopo l’altra.

TAV si e TAV no poi rinvio, autonomia si e autonomia no e poi rinvio a oltranza, legittima difesa che arranca, il decreto sblocca cantieri tanto urgente che viene rinviato.

I casi sono tanti da ultimi la questione memorandum Cina e il patrocinio al Congresso Mondiale

alle Famiglie in programma a Verona.

Un Capo dell’esecutivo che fa da mediatore tra i due leader dei partiti di maggioranza.

I Vicepresidenti del Consiglio nonché Ministri dicono una cosa mentre l’altro conferma il contrario mentre affermano di andare d’amore e d’accordo.

Mentre i “generali leader” garantiscono che il Governo terrà duro per l’intera legislatura nella schiera dei “colonnelli Ministri e Ssottosegretari” qualcuno dice che di fatto è in atto la crisi di governo è già in atto.

Vorrei sbagliarmi ma a volte mi vien da pensare che gli Italiani vengano presi in giro o per il naso come si suol dire.

Celeste Balcon

IL MURO DI VIA DIZIANI

Un muretto inclinato e che sta per crollare. La segnalazione, arriva dal consigliere di opposizione Francesco Pingitore. Il muretto si trova in via Diziani «e rischia di cadere sopra via Gabelli», avverte Pingitore. Il quale dice di aver segnalato anche in passato il cedimento, «e adesso, vista la condizione in cui versa, bisogna per forza agire».

«Questa amministrazione, carente per le grandi e piccole opere pubbliche, sta dimostrando di essere carente anche per le manutenzioni che dovrebbero essere di normale amministrazione, come la pulizia delle strade, dei parchi e delle fontane pubbliche», aggiunge Pingitore. «In quasi sette anni di amministrazione Massaro abbiamo accumulato tante manutenzioni da fare: sommate ai disastri dell’uragano Vaia, siamo proprio messi male, però manteniamo da due anni nove assessori con tanti lavori da fare e che non vengono fatti. È disarmante», conclude. «La mia non è una polemica ma lo specchio dell’amara realtà». —

 corriere 22.3.19

PINGITORE- Si puà lavorare per la città anche senza lo stipendio da assessore

PINGITORE- Si può lavorare per la città anche senza lo stipendio da assessore
” Volevo replicare all’assessore Giannone – non è una  a gara di chi fa meglio- lo sostengo  da da quando vi siete insediati, ovvero da quasi sette anni . Orbene, con riferimento alla via Ugo Neri, ho fatto reiterate segnalazione per finire con una   interrogazione sulla pericolosità per la mancata illuminazione.  Va evidenziato che la strada è stata costruita con l’amministrazione Prade: quindi una vera e propria  opera pubblica, già predisposta delle infrastrutture per essere dotata di illuminazione.
Ho da sempre sostenuto, anche in sede di dibattito di bilancio preventivo, l’urgenza dei  punti luci,
Poca umiltà da parte dell’assessore  nella fase di dichiarazione nel progetto di esecuzione dei lavori, si è volutamente dimenticato delle mie segnalazioni, affermando che la richiesta perveniva solo dalla popolazione.
Per quanto riguarda poi l’infelice battuta sul fatto che non ho fatto l’assessore con l’amministrazione Prade,  voglio far presente che non serve fare tutti gli assessori per interessarsi della città, c’è anche chi come me lo fa con passione senza pesare  sulle tasche dei cittadini, meglio pochi assessore che lavorano bene che tanti che lo fanno male, magari a  volte solo per il compenso.
Voglio rammentare che con l’amministrazione, Prade le manutenzioni. l’illuminazione pubblica e il decoro urbano, era una cosa di normale amministrazione, non serviva un assessore in più.
 Voi al primo mandato siete partiti in  cinque, avete modificato lo statuto per dare delle deleghe a tre consiglieri comunali tra  cui l’attuale assessore Giannone, per  poi curare i  mal di pancia, siete dovuti ritornare  sui vostri  passi  con l’applicazione del manuale Cencelli.
Solo ipocrisia politica.
Comunque non voglio fare polemica, ma solo ribadire la realtà: non servono tanti Generali per vincere le battaglie ma soldati preparati.

«Tante bugie della giunta sullo stato di via Neri»

Lo stato di abbandono e pericolosità in cui versa via Ugo Neri, strada interna della Veneggia attorno alla quale si sono concentrate nei giorni scorsi le proteste di alcuni imprenditori e operatori commerciali, diventa oggetto di scontro in consiglio comunale. Il capogruppo di minoranza Francesco Pingitore di Belluno Dolomiti, infatti, con una nota smentisce quanto dichiarato dall’assessore Biagio Giannone che, a proposito di via Neri, aveva annunciato l’approdo in giunta dell’argomento con possibilità di intervento entro la fine dell’anno.

«Smentisco che la maggioranza abbia trattato l’argomento in consiglio. La questione è stata segnalata da noi con tanto di dibattito in sede di bilancio, con interrogazioni e segnalazioni. La strada la conosciamo bene, è stata fatta dall’amministrazione Prade e predisposta con buche e canalette per collocare l’illuminazione pubblica durante il secondo mandato. Avendo perso l’elezioni, però, non c’è stata la possibilità di terminare l’opera. Parliamo di più di sette anni fa. È fastidiosa l’ipocrisia di una parte politica che oggi tenta di governare questa città. Si parla di progetti quando tutto è già predisposto, ci sono i buchi per i pali e i punti luce. Mi spiace che chi abita e lavora in zona non abbia seguito le mie interrogazioni, alcune delle quali riguardanti anche via Tiziano che presenta una linea guasta ormai da cinque anni. La realtà dei fatti dice che questa amministrazione affianca agli spot, il minimo necessario. Basta vedere le strisce pedonali fatte da pochi mesi e quasi cancellate». —

Corriere 12.3.19