Il coronavirus che dovrebbe aver insegnato

Non siamo ancora usciti dall’emergenza coronavirus, che dovrebbe aver insegnato cosa fare da qui in avanti ma, purtroppo come al solito, le lezioni non si imparano mai.

Nel periodo critico c’è stata la necessità di richiamare medici e infermieri già in pensione, il ricorso a volontari; persino squadre di medici provenienti dall’estero.

Si è tanto parlato di eroi e poi? la solita farraginosità burocratica all’Italiana che ancora una volta schiaffeggia il buon senso e il bene dei Cittadini.

Esempio eclatante la Legge Regionale del Veneto che, dal 14 aprile scorso, autorizzava l’Università di Padova ad attivare il corso di medicina e chirurgia nell’ULS n. 2 Marca Trivigiana, impugnata dal Governo centrale. Pura follia!

Proprio manca la volontà e la capacità di comprendere le misure più idonee per non ripetere gli errori del passato.

In occasione della pandemia sono state create moltissime task force di circa cinquecento persone, credo sia ora di formare una sola task force di politici con la P maiuscola e Amministratori abili, capaci e credibili in grado di rimettere in moto e sulla retta via il Bel Paese.
I Cittadini sono stanchi di promesse e di aspettare che scenda la manna dal cielo.

C– Patto Belluno Dolomiti

Turismo L’anno giusto per vacanze italiane

Volevo fare delle considerazione riguardo la Grecia che non vuole accogliere i turisti Italiani, per via della paura del contaggio da Covid-19. Come si può farsi condizionare da queste puerili uscite greche, dopo che per anni rischiano il default, aiutati dall’Europa e dalla Germania con miliardi di euri. Perché l’Italia non approfitta a rilanciare il turismo di casa adesso? Con tutte le bellezze che l’Italia ha, dobbiamo preoccuparci dove trascorrere le vacanze? Solo la Sicilia è una regione eclettica, ha tutto: cultura e storia, gastronomia, bellezze paesaggistiche a partire dai monti e finire ai suoi mari. In Sicilia ci sono stati tutti anticamente, dagli Arabi fino proprio ai Greci, lasciando proprio quella traccia ellenica con i vari templi e teatri. Fare le vacanze in Italia è proprio l’anno giusto per rilanciare il turismo e l’economia. In Italia c’è tutto, anche tanta Grecia.
Francesco Pingitore

controllori dello spritz

Dopo i “tutor” per il reddito di cittadinanza, le task forces per coronavirus di quasi cinquecento persone ci mancavano solo i sessantamila controllori dello spritz e del metro di cinquanta centimetri.

Di tutta questa gente quali sono i compiti e i risultati se non le risate in Patria ma specie all’estero?

D’altro canto il Bel Paese ha dato i natali ai maggiori Geni in tutte le arti, invenzioni e scoperte.

L’inventiva e creatività non mancano e l’ultima scoperta o invenzione di questo periodo è l’assunzione di un esercito senza arte ne parte ben definiti.

Quanti nostri illustri predecessori si staranno rigirando nelle tombe?
Celeste BALCON

Paolo Gamba – Massaro ha la testa in Regione

Anche la maggioranza lo sta incalzando»

«Massaro ha la testa inRegione e i suoi capigruppo si sono resi conto che si devono salvare la faccia». Sono le parole di Paolo Gamba (Belluno è divutti) che vanno dritte al punto.«Se i rappresentanti della sua maggioranza – dice il capogruppo di opposizione –, per motivi di distinguo, arrivano a dare suggerimenti a questo sindaco che non ha motivo di muoversi significa che ci sono di mezzo le elezioni regionali». Due le opzioni che, stando a Gamba: «Aderire alla lista dei Civici o, quella più probabile, restare fedele a Matteo Renzi e candidarsi tra le sue fila alle regionali». L’opposizione è un fiume in piena e replica al documento della maggioranza con proposte alla giunta.«Mi dispiace per Rasera Berna(Francesco ndr), che ha un’espe-rienza enorme. Dispiace che si sia appiattito e che abbia fatto il gioco di Massaro, si è adeguato– prosegue Gamba -. É un elemento di grande capacità, la-sciando stare ciò che crede politicamente. Belluno è una città che vive sul terziario, sul turismo: è necessario trovare soluzioni per fare in modo che la gente lavori. Daniele Franco (di-rettore della banca d’Italia, ndr) dice che potrebbero esserci opportunità enormi, ma chi amministra deve prendersi delle responsabilità», chiude Gamba.«La montagna è uscita dal letargo e ha prodotto un topolino»,rincara Franco Roccon (Civiltà belluense – Liga veneta repubblica), che si chiede: «È un problema elettorale? Non c’è niente di concreto nel documento, il Nevegàl non è contemplato. Tanto sociale e vuoto pneumatico». Il collega della Lega, Andrea Stella parla di un «libro delle belle intenzioni. Encomiabile la scritura, ma dal punto di vista concreto: zero efficacia. Non vi so-no proposte che toccano le esigenze attuali». Per il Patto Belluno Dolomiti, Francesco Pingitore: «In zona Cesarini la maggioranza sveglia la giunta. Il problema di quest’amministrazione è che la giunta spera sempre nel privato, invece bisogna avere il coraggio di andare in Regione, fare progetti e farseli finanzia-re». Fabio Bristot (Gruppo mi-sto) preferisce non commenta-re: «Aria calda e zuccherata», ricordando l’importanza delle opere pubbliche.gaz.bl 31.5.2

LA RETROMARCIA

Colpo di scena sul Colle. Il Comune fa saltare il banco delle trattative. Palazzo Rosso fa retromarcia sull’acquisizione degli impianti e chiede, pubblicamente, all’Alpe del Nevegàl srl di cederli in affitto per l’estate. Il presidente della società, Maurizio Curti, fa valere la decisione dell’assemblea dei soci: «Siamo risoluti nel non riaprire». Unifarco, che si rende disponibile a costituire una società di gestione, a patto che gli impianti siano del Comune commenta: «Non penso abbia senso gestire il Nevegàl prendendo in affitto dall’Alpe spiega l’amministratore delegato, Massimo Slaviero -. Se gli imprenditori dell’Alpe chiudono non possono ovviamente affittare. E se aprono se li gestiscono. La nuova società che abbiamo in mente ha senso solo come gestore di un bene pubblico».
L’IRA DEGLI OPERATORI
Gli operatori del Nevegàl sono rimasti esclusi dalla proposta. Il portavoce Alessandro Molin, infatti, rimane basito: «Ancora una volta gli operatori non sono stati interpellati per la gestione degli impianti, siamo sempre alle solite. Noi siamo pronti ad entrare nella società di gestione, dopo il passaggio degli impianti tra Alpe e Comune».
Il 15 maggio è scaduto il bando per l’individuazione del professionista che dovebbe redigere la relazione di sostenibilità economico finanziaria per individuare la società che gestirà il comprensorsio sciistico del Nevegàl. Una volta che la relazione sarà pronta Palazzo Rosso dovrà emanare un altro bando al quale si è detta pronta a partecipare la nuova società guidata da Unifarco. Ma l’estate è alle porte e gli impianti rischiano di non essere messi in funzione.
Abbiamo chiesto al sindaco Jacopo Massaro di intervenire su questi aspetti, legati al bando scaduto e al fatto che ci sia una società pronta ad investire. Per lui ha risposto l’assessore al Turismo (senza delega al Nevegàl, che lo ricordiamo è in capo al sindaco).
IL COMUNICATO
«Avere la seggiovia in funzione sarebbe importante – risponde con un comunicato l’assessore Yuki d’Emilia -, perché arricchirebbe ulteriormente l’offerta turistica del Colle, quindi confidiamo che l’Alpe del Nevegàl srl possa decidere di attivarla o, almeno, di cederla in affitto per il periodo estivo, visto che mi risulta già esserci l’interesse di alcuni operatori a mantenerla attiva per l’estate 2020. Per il bene del Nevegal, dovremmo mettere da parte polemiche e campagne elettorali: con un buon gioco di squadra, riusciremo a portare a termine un’ottima estate».
Parole che hanno fatto trasalire il presidente dell’Alpe, Maurizio Curti: «Il sindaco faccia la sua parte. C’è un’imprenditoria che, da mesi, è pronta a prendersi in carico gli impianti, a patto che il Comune li acquisisca. Non si può scaricare la colpa su chi è coerente, noi lo siamo. Il bando è scaduto il 15 maggio, siamo al 30».
Anche il consigliere della Lega, Franco Gidoni fa il punto della situazione: «Il sindaco trova 5,3 milioni su Lambioi e la maggioranza fa un documento e si dimentica del Nevegàl». Nel frattempo la presidente della Commissione speciale sul Nevegàl, Maria Filippin, ricorda: «Ho interpellato il sindaco sull’individuazione del professionista del bando scaduto. Non ce ne sono. Ho convocato la Commissione per mercoledì».LA RETROMARCIA

BELLUNO Colpo di scena sul Colle. Il Comune fa saltare il banco delle trattative. Palazzo Rosso fa retromarcia sull’acquisizione degli impianti e chiede, pubblicamente, all’Alpe del Nevegàl srl di cederli in affitto per l’estate. Il presidente della società, Maurizio Curti, fa valere la decisione dell’assemblea dei soci: «Siamo risoluti nel non riaprire». Unifarco, che si rende disponibile a costituire una società di gestione, a patto che gli impianti siano del Comune commenta: «Non penso abbia senso gestire il Nevegàl prendendo in affitto dall’Alpe spiega l’amministratore delegato, Massimo Slaviero -. Se gli imprenditori dell’Alpe chiudono non possono ovviamente affittare. E se aprono se li gestiscono. La nuova società che abbiamo in mente ha senso solo come gestore di un bene pubblico».
L’IRA DEGLI OPERATORI
Gli operatori del Nevegàl sono rimasti esclusi dalla proposta. Il portavoce Alessandro Molin, infatti, rimane basito: «Ancora una volta gli operatori non sono stati interpellati per la gestione degli impianti, siamo sempre alle solite. Noi siamo pronti ad entrare nella società di gestione, dopo il passaggio degli impianti tra Alpe e Comune».
Il 15 maggio è scaduto il bando per l’individuazione del professionista che dovebbe redigere la relazione di sostenibilità economico finanziaria per individuare la società che gestirà il comprensorsio sciistico del Nevegàl. Una volta che la relazione sarà pronta Palazzo Rosso dovrà emanare un altro bando al quale si è detta pronta a partecipare la nuova società guidata da Unifarco. Ma l’estate è alle porte e gli impianti rischiano di non essere messi in funzione.
Abbiamo chiesto al sindaco Jacopo Massaro di intervenire su questi aspetti, legati al bando scaduto e al fatto che ci sia una società pronta ad investire. Per lui ha risposto l’assessore al Turismo (senza delega al Nevegàl, che lo ricordiamo è in capo al sindaco).
IL COMUNICATO
«Avere la seggiovia in funzione sarebbe importante – risponde con un comunicato l’assessore Yuki d’Emilia -, perché arricchirebbe ulteriormente l’offerta turistica del Colle, quindi confidiamo che l’Alpe del Nevegàl srl possa decidere di attivarla o, almeno, di cederla in affitto per il periodo estivo, visto che mi risulta già esserci l’interesse di alcuni operatori a mantenerla attiva per l’estate 2020. Per il bene del Nevegal, dovremmo mettere da parte polemiche e campagne elettorali: con un buon gioco di squadra, riusciremo a portare a termine un’ottima estate».
Parole che hanno fatto trasalire il presidente dell’Alpe, Maurizio Curti: «Il sindaco faccia la sua parte. C’è un’imprenditoria che, da mesi, è pronta a prendersi in carico gli impianti, a patto che il Comune li acquisisca. Non si può scaricare la colpa su chi è coerente, noi lo siamo. Il bando è scaduto il 15 maggio, siamo al 30».
Anche il consigliere della Lega, Franco Gidoni fa il punto della situazione: «Il sindaco trova 5,3 milioni su Lambioi e la maggioranza fa un documento e si dimentica del Nevegàl». Nel frattempo la presidente della Commissione speciale sul Nevegàl, Maria Filippin, ricorda: «Ho interpellato il sindaco sull’individuazione del professionista del bando scaduto. Non ce ne sono. Ho convocato la Commissione per mercoledì». Colpo di scena sul Colle. Il Comune fa saltare il banco delle trattative. Palazzo Rosso fa retromarcia sull’acquisizione degli impianti e chiede, pubblicamente, all’Alpe del Nevegàl srl di cederli in affitto per l’estate. Il presidente della società, Maurizio Curti, fa valere la decisione dell’assemblea dei soci: «Siamo risoluti nel non riaprire». Unifarco, che si rende disponibile a costituire una società di gestione, a patto che gli impianti siano del Comune commenta: «Non penso abbia senso gestire il Nevegàl prendendo in affitto dall’Alpe spiega l’amministratore delegato, Massimo Slaviero -. Se gli imprenditori dell’Alpe chiudono non possono ovviamente affittare. E se aprono se li gestiscono. La nuova società che abbiamo in mente ha senso solo come gestore di un bene pubblico».
L’IRA DEGLI OPERATORI
Gli operatori del Nevegàl sono rimasti esclusi dalla proposta. Il portavoce Alessandro Molin, infatti, rimane basito: «Ancora una volta gli operatori non sono stati interpellati per la gestione degli impianti, siamo sempre alle solite. Noi siamo pronti ad entrare nella società di gestione, dopo il passaggio degli impianti tra Alpe e Comune».
Il 15 maggio è scaduto il bando per l’individuazione del professionista che dovebbe redigere la relazione di sostenibilità economico finanziaria per individuare la società che gestirà il comprensorsio sciistico del Nevegàl. Una volta che la relazione sarà pronta Palazzo Rosso dovrà emanare un altro bando al quale si è detta pronta a partecipare la nuova società guidata da Unifarco. Ma l’estate è alle porte e gli impianti rischiano di non essere messi in funzione.
Abbiamo chiesto al sindaco Jacopo Massaro di intervenire su questi aspetti, legati al bando scaduto e al fatto che ci sia una società pronta ad investire. Per lui ha risposto l’assessore al Turismo (senza delega al Nevegàl, che lo ricordiamo è in capo al sindaco).
IL COMUNICATO
«Avere la seggiovia in funzione sarebbe importante – risponde con un comunicato l’assessore Yuki d’Emilia -, perché arricchirebbe ulteriormente l’offerta turistica del Colle, quindi confidiamo che l’Alpe del Nevegàl srl possa decidere di attivarla o, almeno, di cederla in affitto per il periodo estivo, visto che mi risulta già esserci l’interesse di alcuni operatori a mantenerla attiva per l’estate 2020. Per il bene del Nevegal, dovremmo mettere da parte polemiche e campagne elettorali: con un buon gioco di squadra, riusciremo a portare a termine un’ottima estate».
Parole che hanno fatto trasalire il presidente dell’Alpe, Maurizio Curti: «Il sindaco faccia la sua parte. C’è un’imprenditoria che, da mesi, è pronta a prendersi in carico gli impianti, a patto che il Comune li acquisisca. Non si può scaricare la colpa su chi è coerente, noi lo siamo. Il bando è scaduto il 15 maggio, siamo al 30».
Anche il consigliere della Lega, Franco Gidoni fa il punto della situazione: «Il sindaco trova 5,3 milioni su Lambioi e la maggioranza fa un documento e si dimentica del Nevegàl». Nel frattempo la presidente della Commissione speciale sul Nevegàl, Maria Filippin, ricorda: «Ho interpellato il sindaco sull’individuazione del professionista del bando scaduto. Non ce ne sono. Ho convocato la Commissione per mercoledì».gazz.bl. 31.5.20

Pingitore – «Manutenzioni sempre al verde La giunta è sorda»

Anche il Patto Belluno Dolomiti ribatte alle accuse della maggioranza, quando sostiene che dalle opposizioni arrivano solo critiche e mai proposte. Oggetto della contensa la ripartenza dell’economia cittadina dopo la chiusura di tutte le attività. La minoranza accusa la giunta di immobilismo e la maggioranza in risposta chiede «suggerimenti» e non polemiche. E qui è scoppiata la zuffa verbale tra le parti, con la minoranza che di proposte dice di averne fatte sempre tante, ma rimaste inascoltate. Il terreno di scontro non si ferma solo alla post emergenza Covid ma si allarga anche su altri terreni come la mancate munutenzioni.
Francesco Pingitore capogruppo del Patto Belluno Dolomiti, gruppo consigliare che ha contribuito all’elezione di Jacopo Massaro nel primo mandato, rivendica di aver fornito molti spunti, a partire dalla multiservizi, passando sulla gestione rifiuti e sul decoro urbano.
AVANTI COSÌ DA 8 ANNI
«Siamo alle solite – dice -, quando arrivano la primavera e l’estate si ripropone l’ho stesso problema palesato alla maggioranza da otto anni. E la maggioranza ci accusa di non essere propositivi? Mi pare paradossale detto da dei neofiti della cosa pubblica».
Pingitore, infatti, frequenta a vario titolo Palazzo Rosso «da 23 anni, dei quali sei trascorsi in maggioranza e anche con alcune deleghe: sicurezza, decoro urbano e manutenzioni». Sottolinea il capogruppo del Patto Belluno Dolomiti: «Chi siede oggi sugli scranni della maggioranza non sa cosa significhi fare il consigliere comunale o l’assessore. Ruoli ben precisi, che non dovrebbero sempre oscurarsi dietro la figura del sindaco. Chi è in maggioranza deve «pianificare, programmare e coordinare. In questi anni, per il bene della città, mi pare di aver suggerito e consigliato cose utili».
ASSESSORI DEMOTIVATI
Poi Pingitore le enuncia: «Allargare la società Bellunum a una multiservizi, includendo il verde pubblico, compresi i cimiteri, che adesso sono in mano all’Unione Montana, che con le ultime dimissioni del consigliere Paolo De Vettor, non penso che farà miracoli – prosegue il consigliere -. Non nascondo che personalmente preferivo la passata gestione di Orlando Dal Farra. Quando si amministra bisogna osare ed avere idee concrete. A parte due, tre assessori che hanno un ruolo prettamente tecnico e sono demotivati, gli altri sono fermi, fanno meno di noi consiglieri di opposizione, che ci dobbiamo leggere e studiare tante centinaia e centinaia di carte, praticamente per niente».
AREE DEGRADATE
Pingitore cita poi due situazioni che da otto anni sono rimaste inerti: l’ex area Bardin e la zona di Tito Livio Burattin «abbandonate in uno stato di estremo degrado. Questa amministrazione non pensa ai suoi immobili, basta vedere il portone principale di Palazzo Rosso che pur diversi turisti si fermano a fotografare. Un palazzo di stile veneziano, con il portone che da anni aspetta di essere verniciato». Poi nello specifico il consigliere parla di «monumenti, fontane, parchi e frazioni: dobbiamo manutentarli noi? Ci sono ancora una dozzina di punti luce in via Tiziano Vecellio, all’altezza del Mega, guasti. Altri sparsi per la città e segnalati dal sottoscritto. I cahiers de doléances sono abbastanza corposi. E noi siamo quelli critici e polemici? Con una amministrazione che avanza 3 milioni e 750mila euro liberi da spendere? Lasciamo perdere i grossi temi: il Nevegàl, le vere opere pubbliche menzionate in altri interventi».
gazzettino 26.5.20

Pingitore – Nevegàl è come di una «Ferrari che fa fatica a muoversi

BELLLUNO L’ordine del giorno del consigliere regionale Franco Gidoni (Lega) dà coraggio agli operatori e alle associazioni del Colle: si parla di un sostegno al Comune di Belluno nell’ammodernamento e nel potenziamento del Nevegàl. Sostegno accolto positivamente dalla giunta Massaro ma che ha visto la minoranza consigliare ritornare alla carica sulla mancata attuazione delle idee elaborate dalla Commissione speciale del Nevegàl. Idee che, secondo la minoranza, sarebbero immediatamente attuabili. Come, ad esempio, il gemellaggio con un’altra località turistica, stimoli promozionali unitari sia con stazioni di montagna che di mare del Veneto, necessità di realizzare un laghetto artificiale, estensione della fibra ottica e via dicendo. Francesco Pingitore del Patto Belluno Dolomiti parla del Nevegàl come di una «Ferrari che fa fatica a muoversi, una risorsa immensa, priva di pilota».
Pingitore è un grande frequentatore del Colle, ma rileva come l’amministrazione abbia sempre avuto paura spendere denaro. Il Nevegàl e il parco fluviale di Lambioi sono due polmoni d’oro da rilanciare. É tempo che gli assessori si dividano i compiti e diano seguito a cosa è emerso in Commissione».
Dall’ente Provincia, invece, arriva il plauso a Gidoni: «Ottima l’approvazione dell’ordine del giorno sul Nevegal in consiglio regionale – afferma il presidente, Roberto Padrin -. Da parte nostra, non mancherà un impegno nei confronti della stazione sciistica bellunese, come non è mai mancato per nessuna località». Il documento approvato in Regione impegna la Giunta regionale a sostenere il Comune di Belluno nel caso in cui rientri in possesso degli impianti di risalita.
«Lo abbiamo sempre detto che il Nevegal rappresenta un patrimonio fondamentale per tutto il sistema dello sci bellunese, perché di fatto costituisce la prima stazione di arrivo dalla pianura, quella in cui molti veneti hanno imparato a sciare, prima di spostarsi in località più blasonate – prosegue Padrin -. La situazione di difficoltà che si è venuta a creare però rischia di far chiudere per sempre gli impianti, con conseguente perdita del demanio sciabile che è di gestione della Provincia. Non vogliamo perdere questa possibilità. Per questo anche la Provincia sosterrà il Comune di Belluno, se l’amministrazione intenderà acquistare nuovamente la seggiovia, gli ski-lift e gli altri impianti a servizio della skiarea. Il gioco di squadra dovrà mettere a frutto non solo la sopravvivenza, ma anche il rilancio del Nevegal».gazzettino 21.5.20

solite buffonate all’Italiana

Siamo alle solite buffonate all’Italiana, complice anche la situazione di emergenza coronavirus, sempre in nome del bene del Paese e la vicenda delle mozioni di sfiducia al Ministro della Giustizia sono l’ennesima prova.

La sfiducia è stata respinta e cosa comporterà in cambio? Qualche poltrona o Presidenza?

E’ come se un Magistrato dovesse giudicare un imputato, con prove palesi, e emettesse una sentenza di condanna o assoluzione a seconda che l’imputato, o chi per lui, esibisse una mazzetta o garantisse un impiego per un congiunto dello stesso giudicante.

Per una volta non può essere messa in primo piano la realtà delle cose?

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

IL VICEMINISTRO INFORMATO DAI GIORNALI

In tema di coronavirus se ne son sentite di tutti i colori. I media ci hanno praticamente bombardato di notizie. Prese di posizione da ogni parte più o meno autorevoli con interventi talvolta contrastanti.

Tra tanto clamore mi ha colpito il Vice Ministro della Salute o Sanità Dr. Saleri, persona che appare assai preparata e con cognizione di causa, il quale nel corso di un dibattito televisivo ha candidamente ammesso di aver saputo del caso dei due cinesi affetti da pandemia dalla televisione, o meglio ancora dalla moglie che l’aveva sentito dal mezzo di informazione.

Penso che tutto ciò non sia consono per il bene del Paese, se a livello istituzionale le cose funzionano così.

Celeste Balcon – Patto Belluno Dolomiti

«Misure anti-spopolamento soltanto a parole»

LA PERIFERIA

BELLUNO C’è chi può e chi resta al palo. La differenza, secondo Belluno Alpina, sta nella volontà della politica. L’associazione dei residenti di Piandelmonte, Ronce e Tassei torna a pungolare la politica perchè la stagione estiva è alle porte e questa, in particolare, potrebbe essere particolarmente favorevole per il Bellunese. Ma serve saper cogliere l’occasione.
«Siamo preoccupati perchè non vediamo uomini dell’Unione Montana al lavoro sul nostro territorio spiega il presidente dell’associazione, Gimmy Dal Farra -, eppure sappiamo che ci sono un paio di cantieri in programma. Per non parlare dei sentieri, a cui non è ancora stata messa mano».
Il paragone, allora, corre veloce all’Emilia Romagna dove sono stati annunciati tagli dell’Irap per i lavoratori delle aree montane e contributi a fondo perduto per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili nei comuni di montagna, per un totale di 23 milioni di euro a disposizione. «Non accade nelle solite e speciali regioni del Trentino-Alto Adige o del Friuli Venezia Giulia, ma nell’ordinaria Emilia Romagna spiega Dal Farra -. Questo dimostra che se si vuole aiutare la montagna lo si può fare senza poteri speciali o emergenze. Ormai siamo circondati da regioni che attuano politiche concrete contro lo spopolamento della montagna mentre noi che siamo una provincia interamente montana restiamo al palo. Un territorio montano di questi tempi non può farcela da solo: la differenza di costi per vivere e abitare, semplicemente scaldarsi in inverno, è evidente e netta. Noi che viviamo e lavoriamo sul territorio 365 giorni all’anno stiamo portando avanti il nostro progetto anti-spopolamento Ronce 2020 che interessa il comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel, ma non possiamo farcela da soli».
Serve supporto per chi abita e tiene pulito il territorio, vuol dire Dal Farra, e serve subito per permettere il riordino del comprensorio in vista dell’estate. «Qui ci sono ampi spazi e la possibilità di vacanze sicure e sane conclude -, dobbiamo cogliere questa occasione».
gazzettino 15.5.20