LA MANOVRA di Celete Balcon

La manovra che sta per essere varata, col voto di fiducia, ha come agone di critica il reddito di cittadinanza, che a detta comunque da membri del Governo non sarà erogato ai furbetti.

A prescindere che più che furbetti si tratta di disonesti, come faranno a essere scoperti? Fin da sempre ho sentito i governi proclamare lotta all’evasione, ma l’evasione continua, il che fa pensare che ciò avverrà anche per il reddito di cittadinanza.

Detto ciò sono consapevole che esistono dei reali stati di povertà dovuti a concause diverse, quali invalidità e menomazioni fisiche.

Ma non credo che tutti si trovino in tali situazioni, per cui proporrei una indagine a monte per sapere come hanno vissuto fino ad ora i potenziali beneficiari, certamente non di aria, oltre che verificare il loro patrimonio e tenore di vita.

Una delle piaghe del nostro Paese è il lavoro nero e la malavita, il che fa pensare che il reddito di cittadinanza potrebbe diventare una aggiunta a tali attività criminose che continueranno a sussistere.

Stesso principio va ricollegato alla pensione di cittadinanza dove non sono stati versati contributi per le suddette circostanze.

INTERPELLANZA di Francesco Pingitore

INTERPELLANZA  PRESENTATA AI SENSI DEGLI ARTT. 59 E 60 DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  A RISPOSTA : SCRITTA E ORALE

 

OGGETTO : Pericolosita’ della via Col Cavalier. ALLEGO FOTO.

al Sig. Sindaco/Assessore Competente

p.c. al Sig. Presidente del Consiglio Comunale

IL Sottoscritto consigliere comunale Francesco Pingitore presenta la seguente interpellanza :

 

PREMESSO UNA PRECEDENTE  INTERROGAZIONE  PRESENTATE DALL’  EX CONSIGLIERE CELESTE BALCON, SUL TEMA IN OGGETTO, ALLA QUALE NON HA AVUTO NESSUN  RISCONTRO FINO AD OGGI.

 

PREMESSO ALTRESI’ LA SEGNALAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DELLA VIA COL CAVALIER DA PARTE ANCHE DI ALCUNI CITTADINI, CHE TRANSITANO OGNI GIORNO IL SUDDETTO TRATTO CHE SALE FINO A CASTION, IN PARTICOLARE PER IL TRATTO TRA L’INCROCIO CON LA VIA CASTELET E L’INCROCIO CON LA VIA CAVESSAGO.

ACCLARATO ALTRESI’ CHE TUTTA LA STRADA NON E’ ILLUMINATA E NON E’ PROVVISTA DA ALCUNA SEGNALETICA CHE INDICHI (PER CHI SALE) IL LIMITE DELLA CARREGGIATA, SPECIE NELLE ORE BUIE E CON L’INCROCIARE ALTRI VEICOLI, PER CUI C’E’ SEMPRE IL RISCHIO DI FINIRE GIU’ DALLA SCARPATA, COME GIA’ SUCCESSO PER FORTUNA SENZA GRAVI CONSEGUENZE.

CONSTATATO CHE IN QUEL TRATTO VIARIO NON VI E’ NESSUN MARCIAPIEDI O SPAZIO PEDONALE PER LA SICUREZZA DEI PEDONI CHE LA TRANSITANO A PIEDI, INOLTRE ESISTONO DIVERSE FERMATE DEI BUS URBANI, DI CUI UNA NELLA PRIMA PARTE DELLA VIA, A SINISTRA DELLA CARREGGIATA, UNICA CON UNA PIAZZOLA, REALIZZATA CON L’AMMINISTRAZIONE PRADE; INVECE C’E’  UNA FERMATA DEL BUS (COME SI EVINCE DALLA FOTO), SENZA  PIAZZOLA O SPAZIO PER CHI DEVE PRENDERE IL MEZZO PUBBLICO E ATTENDE IL SUO ARRIVO; DI CONSEGUENZA  I CITTADINI CHE ATTENDONO L’ARRIVO DEL MEZZO, DURANTE IL MAL TEMPO ANCHE DI PIOGGIA O NEVE LA ZONA DIVENTA  FANGOSA E IMPRATICABILE, CON IL RISCHIO DI ESSERE INVESTITI DAI MEZZI CHE  VI TRANSTANO ED E’ PERICOLOSISSIMA PERCHE’ PER CHI SALE E’ AD UN PO DI METRI DI INIZIO DEL RETTILINEO, QUINDI LE MACCHINE CORRONO.

QUANTO TUTTO PREMESSO, IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE COMUNALE, CHIEDE DI INSTALLARE UN GUARDRAIL COME E’ PREVISTO E PROGRAMMATO DA QUESTA GIUNTA IN DIVERSI TRATTI PERICOLOSI DELLA CITTA’; DEI PALETTI CATARIFRANGENTI, CERCARE ALMENO DI ILLUMINARE IL TRATTO PIU’ OSTICO ALL’ALTEZZA DELLA FERMATA DEL BUS, DOVE AL BUIO IL CITTADINO CHE ASPETTA IL MEZZO PUBBLICO, RISCHIA DI ESSERE PRESO SOTTO, VISTO CHE E’ STATA FATTA IN UNA ZONA PERICOLOSISSIMA, COME SI ACCENNAVA SOPRA, PERICOLOSO QUANDO IL BUS E’ FERMO PER FAR SALIRE I PASSEGGERI , SI RISCHIANO SEMPRE  INCIDENTI.

INFINE  SI CHIEDE DI CREARE UNA PIAZZOLA, COME SI ACCENNAVA SOPRA,  PROPRIO ALLA SUDDETTA  FERMATA DEL BUS, MAGARI CON UN POCHI METRI  QUARI DI ESPROPRIO DEL TERRENO PRIVATO, COME E’ AVVENUTO PER ALTRE PIAZZOLE CITTADINE, ESSENDO NECESSARIA E DI PUBBLICA UTILITA’.

 

Belluno;  18  DICEMBRE 2018

 

IL CAPO GRUPPO PATTO BELLUNO DOLOMITI    

         Cons. Francesco PINGITORE

 

IL NEVEGAL PUO’ FUNZIONARE

Basta con le ipocrisie. Il Nevegàl può funzionare. Manca la volontà di puntare a un rilancio. Ne è convinto Francesco Pingitore, consigliere di minoranza capogruppo di Patto Belluno Dolomiti, che non risparmia le critiche all’amministrazione Massaro ma non solo. 

«Si dicono tante ipocrisie e sbaglia il sindaco ad affermare che sul Nevegàl abbiamo alle spalle 60 anni di fallimenti», rileva. «Ho lavorato con gli alpini due mesi nel 1985 per le Universiadi. Non si venga a dire che il Colle non aveva la sua importanza. Il comprensorio ha forse più difficoltà di altri, manca denaro. Ma chi si muove ora per rintracciare risorse? »

Pingitore porta l’esempio di Alleghe e Arabba: «lì c’era Floriano Pra a portare risorse per investimenti», sottolinea. «A Belluno, invece, non si è mai fatto vero gioco di squadra, perché ad una parte di questa sinistra, fatta eccezione per Fabio “Rufus” Bristot, non importa del Colle. È solo vergognoso che non si sia mai fatta rete attorno a un gioiello turistico. Gli stessi rappresentati parlamentari di sinistra non hanno mai dato un aiuto». Tutto un altro paio di maniche, secondo 

Pingitore all’attacco «Quante ipocrisie»

Pingitore, con le amministrazioni Bortoluzzi-Gidoni e Prade. «Avevamo iniziato a mettere dei veri paletti per rilanciare il Colle, prima con l’abbattimento dell’albergo della banda della Magliana, poi col Giro d’Italia nel 2011. Gettate le basi per i progetti della scuola Svizzera e abitare in Nevegal, senza contare Fun bob e Parco avventura». L’impressione del consigliere è che l’Alpe, col sindaco Jacopo Massaro, abbiano paura di un vero rilancio. «Anche nella vicina Feltre non manca lo sci nordico», conclude. «Con questa sinistra senza coloranti si procede a singhiozzo, senza progetti a lungo termine». —

da Corriere A.

Pingitore protesta «Panchine rovinate»

 

Panchine rovinate e pericolose in centro città. La segnalazione arriva dal consigliere di minoranza Francesco Pingitore. «Più di un cittadino mi ha fatto presente il problema», spiega. «Non è un bel biglietto da visita vedere le panchine di piazza Martini rovinate e, in alcuni casi, anche rotte. Il decoro urbano passa anche per questi dettagli. Senza parlare della fontana, sempre in piazza Martiri, puntualmente sporca». Pingitore lancia un appello all’amministrazione: «Meno spot sui social network e più azioni vere», commenta, «anche perché con gli interventi fatti fino a questo momento rimaniamo ancora nel campo delle manutenzioni, non di vere opere pubbliche. E, dal canto loro, anche le manutenzioni non sono sempre puntuali: basti pensare al porfido delle rotatorie di via Mameli e via Cusighe». Dopo le asfaltature, «ora bisogna sistemare gli attraversamenti pedonali: ne servirebbe anche di nuovi». —

da Corriere A.

IL PARADOSSO di celeste Balcon

Credo siamo giunti al paradosso, non se ne capisce più niente, per fortuna che il decreto sicurezza è legge.

La manovra ha avuta la fiducia alla Camera, sapendo però, fin da prima, che sarà cambiata al Senato ciò rasenta il ridicolo. Che fiducia è e su che cosa?

Col sistema parlamentare bicamerale dovrebbero esserci degli emendamenti che portino a ritocchi ma non stravolgimenti.

D’altro canto ci troviamo ad assistere ad un governo presieduto da un premier, per l’ennesima volta non eletto dal Popolo, che agli occhi sembra la figura del passacarte tra i due vice, come ben raffigurato puntualmente nelle vignette de IL GAZZETTINO.

Altro fattore le manifestazioni di piazza oggi a Roma e Torino dove le due compagini di governo

si fronteggiano da una parte per lo sviluppo dall’altra per tornare in dietro col tempo.

 

INTERROGAZIONE DI FRANCESCO PINGITORE

Via San Francesco senza pace: dopo le pietre problema acqua

UNA VECCHIA PROPOSTA DI ORSO GRIGIO

TRA LE PROPOSTE DI GIANNONE TROVIAMO UNA VECCHIA IDEA DI SILFANO SERAFINO (ORSO GRIGIO)

NUOVO ACCESSO ALLA CASA DI RIPOSO 

All’ingresso da via Sperti alla casa di riposo “Gaggia Lante”, a Cavarzano, verrà realizzato un bivio che consentirà di entrare ed uscire comodamente in entrambe le direzioni di marcia, verso Sopracroda e verso Cavarzano, manovra che oggi è difficoltosa. «Questo intervento costerà 16. 500 euro», conclude l’assessore, «e sarà di servizio al personale e ai parenti degli ospiti della struttura, oltre che ai mezzi pesanti che raggiungono la casa di riposo per la consegna del cibo, il servizio di lavanderia e altre attività di carico e scarico». 

riunione direttivo

Luca Dalle Mule confermato presidente del Patto per Belluno Dolomiti

Luca Dalle Mule

L’avvocato Luca Dalle Mule è stato confermato alla presidenza del movimento Patto per Belluno Dolomiti. Confermati anche i segretari Celeste Balcon e Luciano Reolon.

Lo comunica una nota del consiglio direttivo riunitosi qualche giorno fa nella sede di Belluno.
Alla riunione era presente anche il professor Benedetto Fiori che, nel suo intervento ha fatto una breve analisi della situazione politica a livello provinciale e condiviso le linee strategiche del movimento. Fiori, ha portato a conoscenza le problematiche che da tempo penalizzano il Cadore, anche alla luce dei recenti eventi calamitosi.
Nel corso del dibattito che è seguito, sono emerse molteplici criticità, per cui si è deliberato di istituire dei diversi gruppi di approfondimento, anche alla luce delle prossime tornate elettorali.
Pilastri portanti sono l’autonomia della Provincia di Belluno elettiva, lo sviluppo, la sanità, la viabilità il territorio e il coinvolgimento di tutti i Comuni con pari dignità con al centro il Comune Capoluogo.
A breve sarà convocata l’Assemblea degli amici del Patto, con libera partecipazione dei cittadini, per la discussione ed eventuale approvazione .

da Bellunopress

PINGITORE ” MERITAVA IL PREMIO SAN MARTTINO “

Continuano le attestazioni di cordoglio nel mondo della cultura e delle istituzioni della provincia di Belluno per la scomparsa, avvenuta dopo breve malattia all’età di 102 anni, dello scultore e reduce di Russia Massimo Facchin. I funerali dell’artista Facchin saranno celebrati domani alle 15.15 nella Basilica cittadina di San Martino.
Gli amici contavano di vederlo spegnere 103 candeline il prossimo 25 aprile, ma purtroppo il vecchio leone non ce l’ha fatta: è scomparso sabato pomeriggio. Nato a Lamon nel 1916, dopo il diploma magistrale, Facchin fece lo scrivano al Distretto militare di Belluno. In seguito fu inquadrato nel 64° reggimento di fanteria di Vittorio Veneto e, dopo il corso ufficiali di Fano, fu destinato ad Ivrea. Poi, con il grado di tenente, visse la tragedia della ritirata dalla sacca del Don. Scampato per miracolo a quell’inferno, camminò per duemila chilometri sperimentando «la generosità delle donne russe, la stupidità della guerra, la dignità umana calpestata sotto le bombe».
Oggi tutto ciò è efficacemente narrato nel suo monumento al parco Città di Bologna. Approdato a Belluno nel 1962 con la moglie Teresa Bottegal, dalla quale ebbe quattro figli, Facchin svolse lunga attività di insegnante d’arte, scultore e polemico confutatore di teorie fisiche e astronomiche che esponeva con convinzione ai visitatori nella sua casa-laboratorio di via Rivabella. Fino a quando la malattia non lo costrinse a rallentare il ritmo di lavoro, egli ha continuato a dare vita alle sue sculture ed a proseguire in originali indagini scientifiche legate alle leggi della fisica. Facchin, tra l’altro, lascia circa 180 opere in collezioni pubbliche e private anche fuori provincia, il monumento ai caduti in Russia alla chiesa di Mussoi, quello dedicato al mulo e al suo conducente nei giardini del piazzale Vittime delle foibe, gli stemmi dei comuni della provincia di Belluno che circondano la fontana di Piazza dei Martiri, il Cristo ligneo a Milano, i suggestivi disegni delle case rustiche del Bellunese. Nel 2011 fu insignito dell’onorificenza di commendatore della Repubblica e nel 2016 del premio per i Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e all’estero, come ricorda con viva commozione il presidente dell’Abm Oscar De Bona. Dal canto suo il consigliere comunale Francesco Pingitore lamenta che non gli sia stato consegnato il premio San Martino: «Se lo strameritava perché fino all’ultimo ha avuto l’intelletto di insegnare e dare molto a questa città. Un vero peccato non averglielo dato!». Il sindaco Jacopo Massaro sostiene che Facchin «è stato sicuramente un personaggio eclettico, fantasioso, desideroso di coinvolgere i giovani. Un reduce di Russia, la cui esperienza non mancava di ricordare ai più giovani, ma anche agli adulti, in occasione di pubbliche cerimonie». E non cessò mai di ammonire tutti sugli orrori della guerra contrapposti ai valori della pace e della solidarietà.
da Gazz. 28 cm

LE COLPE DEI PADRI

Quando qualche personalità di spicco viene citata per fatti che puzzano di illegalità, sempre che ciò sia accertato, la voce ricorrente è che i figli non debbano soccombere per i genitori.

In campo religioso, per i Cristiani, il peccato originale si trasmette e viene lavato col battesimo.

Condivido appieno che un figlio non debba scontare le colpe altrui, ovvero del genitore.

E’ però giusto che poi il figlio benefici del patrimonio costruito dal padre forse in maniera non onesta?Non sono quei beni corpo di reato?

Celeste Balcon – Belluno Dolomiti